Poliomielite: sintomi, cause e cura

Poliomielite: sintomi, cause e cura
da in Malattie
Ultimo aggiornamento:

    Poliomelite bambino

    La poliomielite provoca sintomi, in alcuni casi, gravi. Cause e cura di questa malattia possono, poi, essere diverse: si tratta, infatti, di una patologia molto particolare, nonché tra le più temute per i bambini. Fortunatamente, la poliomielite anteriore acuta – conosciuta anche come “paralisi infantile” – è, oggi, meno frequente, per via dell’introduzione dei vaccini che ne hanno diminuito l’incidenza. Ma qual è la sintomatologia legata alla poliomielite? Quali sono le sue cause e il trattamento da seguire? Scopriamo di più in merito.

    In alcuni soggetti, la poliomielite può essere asintomatica. Quando fanno la loro comparsa, i sintomi della poliomielite possono essere scambiati, inizialmente, per quelli di una semplice influenza o di una indigestione: si verificano, infatti, febbre, mal di gola – questo può anche essere cronico e avere altre cause - mal di testa, stipsi, debolezza dei muscoli, respirazione affannosa, nausea e dolori addominali che scompaiono dopo qualche giorno; successivamente, fanno la loro apparizione le paralisi che sono anticipate da crampi e dolori muscolari, diventando sempre più gravi fino a giungere alla paralisi flaccida completa, che può avere anche altre cause. La distribuzione dei vari disturbi dipende molto dall’età del soggetto colpito: tendenzialmente, si tratta di bambini in quanto, negli adulti, la comparsa della patologia è piuttosto rara. Nonostante i sintomi anche gravi, è possibile guarire dalla malattia senza che vi siano delle conseguenze.

    La poliomielite è causata da un virus che appartiene alla categoria dei poliovirus e di cui se ne distinguono tre tipi che sono, però, molto simili tra loro: è, dunque, da considerarsi una malattia infettiva, a tutti gli effetti. Tale virus prospera nel tratto gastrointestinale e, da lì, può muoversi per colpire anche il sistema nervoso.

    Il contagio della poliomielite può avvenire tramite l’ingestione di acqua, bevande o alimenti che sono stati contaminati da escrementi di malati o portatori sani del virus: l’infezione si contrae, quindi, per via digestiva.

    Importante è la prevenzione che è data, soprattutto, dai vaccini contro tutti e tre i tipi di poliovirus e di cui esistono anche dei richiami. In casi rari, la somministrazione del vaccino trivalente ha causato una sindrome paralitica temporanea regredita, in tutti i casi, completamente: per quanto riguarda i vaccini, pare sia uno dei più sicuri esistenti.

    Alla comparsa dei sintomi, è bene contattare il medico che farà una giusta diagnosi tramite esami e analisi del caso, escludendo eventuali altre patologie: si tratta di test da laboratorio come analisi di campioni di saliva, di feci e di liquido cerebrospinale, esami del sangue, raggi X del torace e della colonna vertebrale, elettromiografia, risonanza magnetica ed esami della funzionalità polmonare. Come sempre, è importante agire tempestivamente per sperare in una veloce e totale guarigione.

    Dalla poliomielite, si può guarire: generalmente, infatti, le paralisi tendono a regredire, ma in un arco di tempo molto lungo che può arrivare anche a due anni. Per una completa guarigione, è, però, opportuno l’intervento del medico, ma non esistono terapia e farmaci specifici contro la malattia. In ogni caso, i risultati dipendono dall’estensione della paralisi e da quante cellule nervose sono state colpite: se le cellule sono state distrutte, le paralisi potrebbero essere permanenti; mentre, se le cellule sono soltanto danneggiate, il recupero è possibile. Infine, potrebbe essere suggerito un ciclo di fisioterapia e, in caso di paralisi, sarà opportuno il ricovero ospedaliero: ciò per poter monitorare il paziente al meglio in caso di un eventuale arresto respiratorio, in quanto la poliomielite paralitica è potenzialmente fatale.

    731

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Malattie
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI