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Polimenorrea: uno dei tanti disturbi mestruali disfunzionali

    L'ecografia ginecologica è solo una metodica per individuare le cause si una polimenorrea

    Difficilmente una donna, non riferirà di aver sofferto, nel corso della sua vita, di almeno un disturbo mestruale disfunzionale, probabilmente lo ricorderà nel periodo immediatamente successivo al menarca, oppure, poco prima di andare in menopausa, ma le alterazioni del ciclo mestruale sono, pur se riferiti, quasi sempre, a brevi periodi, la norma nella vita riproduttiva della donna.

    Tanto sono frequenti che è possibile anche classificare le incidenze di tali alterazioni in riferimento all’età della paziente, al punto che, il 50% delle donne lamenta disturbi del ciclo nella fascia d’età compresa fra i 40 e i 50 anni, mentre, su 100 donne, almeno 20 riferiscono di aver accusato irregolarità intorno ai 14, 20 anni. E’ dunque possibile classificare il tipo di disturbo anche sulla base della durata del ciclo mestruale, sull’intensità del flusso di sangue, oppure, sul disordine che il ciclo presenta ogni mese e sulla possibilità che esso sia preceduto da perdite ematiche, più o meno copiose, fuori dai giorni “critici”.

    Nella lunga classifica dei disturbi mestruali, una certa attenzione è anche riposta alla polimenorrea, ovvero, quella condizione che causa nella donna flussi mestruali ad intervalli irregolari prima dei canonici 24 giorni. Andare a stabilire la causa di questa condizione o di eventuali altre alterazioni del ciclo mestruale, senza considerare la sequela di fattori, endogeni ed esogeni, che intervengono sul disturbo mestruale, vanifica ogni ragionevole successo diagnostico e terapeutico.

    E così, nella polimenorrea, il tutto non può prescindere dalla considerazione dell’età della paziente, per poi passare al vaglio eventuali patologie ginecologiche, a volte passate inosservate o trascurate dalla paziente stessa che hanno, tuttavia, il loro peso sull’affezione, il tutto preceduto, come al solito, da un’accurata anamnesi che terrà conto anche di eventuali fattori psicologici che hanno interessato la donna nell’immediatezza del disturbo e, dunque, influito sulla irregolarità mestruale.

    Insomma, come per la polimenorrea, l’assenza, la presenza disordinata, la durata sproporzionata di un flusso mestruale è sempre subordinata alla presenza o meno dell’ovulazione e di ogni disturbo ad essa correlata va ricercata la causa o le cause ed eventuali cure saranno indirizzate su quelle patologie che direttamente o indirettamente siano responsabile del disordine mestruale.

    Per giungere a questo risultato, si esamina attentamente la salute, in generale, della donna, ciò per scongiurare la presenza di patologie insorte anche in organi o apparati fuori da quelli di pertinenza ginecologica ma che abbiano influenza sul disordine lamentato. Esclusa ogni altra condizione patologica, si passa alla cosiddetta esplorazione ginecologica che, nel caso di una polimenorrea e non solo di questo disordine mestruale disfunzionale, mirerà ad escludere la presenza di polipi, fibromi, cisti ovariche, eventuali neoplasie, erosioni della cervice. Laddove anche questa metodica non sia sufficiente a formulare una diagnosi, si passerà ad indagini più specifiche, quali, ad esempio lo striscio vaginale, la colposcopia, eventuali ecografie, dosaggi ormonali e via di seguito. Il riscontro di positività per una o più metodiche diagnostiche, indirizzerà il medico sulla diagnosi e successiva terapia da applicarsi; del resto, le “armi” oggi a disposizione della moderna medicina sono tali e tante che è quasi sempre possibile giungere ad una diagnosi certa, con poche probabilità di error

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    Quasi sempre, come la polimenorrea, ogni altro disordine mestruale è correlato ad una causa patologica e, dunque, non è che il sintomo di un problema che va ricercato altrove ed individuato e curato.

    Nelle diverse alterazioni si individuano, tuttavia, elementi in comune che spesso conducono la paziente, nel corso della vita, a lamentare uno o più disturbi diversi e, molto spesso, correlati al proprio stile di vita o all’eventuale periodo che la donna vive in concomitanza col problema lamentato.

    Molto spesso, ad esempio, la polimennorrea, che ricordiamo è l’eccessiva frequenza delle mestruazioni che si presentano ad intervalli di 15, 20 giorni, è solo un fatto transitorio e isolato nel tempo e, dunque, privo di significato clinico quando non si ripete nei successivi cicli un anticipo cospicuo di una mestruazione rispetto ad un’altra. Spesso, l’allontanamento di fenomeni sporadici, quali particolari stress emotivi, surmenage lavorativo, preoccupazioni in generale, sono sufficienti ad allontanare, spontaneamente, il problema. Laddove, invece, la polimenorrea diviene una costante della vita della paziente o la stessa, ad intervalli, lamenta ripetutamente il disturbo, questo va ricercato in un disordine da individuarsi mediante accurati dosaggi ormonali, che potrebbero evidenziare la ridotta produzione di progesterone generata dall’ovaio, senza escludere eventuali patologie della tiroide o una eccessiva quantità di prolattinemia immessa in circolo.

    Inutile ricordare che solo lo specialista è in grado, eventualmente di concerto con altri specialisti di altre branche, di orientare la terapia da adottarsi, caso per caso, ad esempio, escluse eventuali controindicazioni, il medico potrebbe orientarsi su un tipo di contraccettivo, oppure su ormoni che regolarizzino il ciclo o, stabilità la causa della polimenorrea o di qualsiasi altro disturbo mestruale, curare o escludere altre cause indirette che influiscano, negativamente, sul regolare funzionamento dell’apparato ginecologico della paziente, trovando con la stessa uno stile di vita ottimale che, insieme alla cura, la tenga lontana dai disturbi mestruali disfunzionali.

    SCRITTO DA Giuliano PUBBLICATO IN Salute DonnaDisturbi-MestrualiOvulazionePolimenorrea Sabato 28/07/2007