Polidipsia psicogena: cause, sintomi e cure

Polidipsia psicogena: cause, sintomi e cure
da in Disturbi alimentari, Psicologia
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    Polidipsia psicogena: quali sono le cause, i sintomi e le cure? Chi soffre di questo disturbo alimentare sente un bisogno compulsivo di bere acqua, che appare sproporzionato rispetto alla necessità reale dell’organismo. L’individuo che soffre di questo disturbo può arrivare a bere anche più di 7 litri di acqua al giorno. Come conseguenza il corpo non riesce ad espellere tutti questi liquidi con la minzione e quindi essi si accumulano nei tessuti. Si incorre così nella diluizione del sangue e dei sali minerali. Spesso alla malattia si associano ansia e depressione.

    I sintomi di chi soffre di polidipsia psicogena rientrano in un quadro molto vario, che comprende, oltre al calo di umore, anche il nervosismo e l’aumento di peso. I soggetti hanno un livello di sodio plasmatico inferiore a 135 mEq/L, provano una sete intensa e possono arrivare ad avere nausea e vomito. Inoltre può subentrare un processo caratterizzato dalla rottura delle cellule dei muscoli, con dolore e affaticamento. Un altro sintomo comune è la poliuria, la produzione di grandi quantità di urine.

    Le cause precise della polidipsia psicogena non sono state individuate. Si presume che ci sia un coinvolgimento di più fattori, con la presenza di anomalie che riguardano l’ipotalamo e l’ippocampo. Alcuni soggetti portano all’estremo i messaggi pubblicitari che incoraggiano a bere acqua per eliminare le tossine e migliorare l’aspetto della pelle.

    In alcuni casi bere acqua in eccesso significa rispondere ad un tentativo di ingannare lo stomaco, evitando il cibo. Anche alcuni atleti, per evitare la disidratazione, si possono ammalare di questa ossessione.

    Dopo un lungo periodo il disturbo può portare ad un’intossicazione da acqua, ad una forma eccessiva di idratazione dell’organismo, accompagnata da squilibrio elettrolitico. Si arriva anche a livelli molto bassi di sodio nel sangue e di sovraccarico dei fluidi nei reni. Le conseguenze possono essere gravi, anche con la comparsa di edema cerebrale e di sintomi neurologici. Ne risente il funzionamento degli organi e del metabolismo in generale. Il calo di potassio può arrivare a generare aritmie cardiache, fino all’arresto cardiocircolatorio.

    La cura per la polidipsia psicogena attualmente non può essere considerata soddisfacente, visto che la malattia non è legata a cause organiche. E’ importante la psicoterapia, soprattutto quella cognitivo-comportamentale. Possono essere usati farmaci diuretici, per far risalire la concentrazione di sodio nel sangue.

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