Pitiriasi versicolor: cos’è, sintomi, cause, cura e rimedi naturali

La pitiriasi versicolor è una malattia dovuta alla proliferazione eccessiva di un fungo presente sulla pelle, i cui sintomi caratteristici sono delle macchie. Ma cos'è, nel dettaglio, la pitiriasi versicolor? Quali sono con esattezza le cause? Come si guarisce? Come eliminarla? Scopriamo la cura e i rimedi naturali per guarire.

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    Cos’è la pitiriasi versicolor? Quali sono i sintomi, le cause, la cura e i rimedi naturali che la riguardano? Conosciuta anche come tinea versicolor, la pitiriasi versicolor non è una malattia grave e contagiosa, ma si tratta di una condizione che può causare un certo imbarazzo per via delle macchie sulla pelle. La pitiriasi versicolor è abbastanza diffusa nel mondo, in special modo nelle zone subtropicali e tropicali della Terra. Ma qual è la sintomatologia esatta? Come si guarisce dalla pitiriasi versicolor? Come eliminarla? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è

    La pitiriasi versicolor – conosciuta anche come tinea versicolor – è una malattia caratterizzata dalla comparsa di alcune macchie sulla pelle: la pitiriasi versicolor non è contagiosa e non è grave, ma può provocare stress psicologico data la presenza importante delle macchie sull’epidermide.

    Si tratta, nello specifico, di un’infezione cutanea provocata da alcuni funghi del genere Malassezia, i quali vivono normalmente sulla cute e che, in questo caso, prolificano eccessivamente, causando la caratteristica sintomatologia.

    Questa malattia è particolarmente diffusa, soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali del mondo: qui, infatti, si può essere colpiti da pitiriasi versicolor in qualsiasi periodo dell’anno.

    I sintomi

    I sintomi della pitiriasi versicolor sono abbastanza caratteristici: questa malattia si manifesta, infatti, con delle alterazioni della pigmentazione della pelle, le quali sono costituite da alcune macchie di forma irregolare e piana, che possono assumere una colorazione più chiara o più scura rispetto alla cute circostante.

    Le macchie della pitiriasi versicolor, generalmente, fanno la loro comparsa gradualmente e, spesso, si fondono tra loro, formando delle macchie più grandi. Tali macchie possono essere di color rosa, marrone chiaro o scuro o rossastro; mentre, possono presentarsi anche desquamazioni e pelle secca.

    Le macchie della pitiriasi versicolor fanno la loro comparsa su diverse parti del corpo – come le braccia, il torace, la schiena, il collo e l’addome – e, solo raramente, possono dare prurito. La pitiriasi versicolor può interessare anche il cuoio capelluto.

    Durante l’esposizione al sole, la pitiriasi versicolor è ancora più evidente, perché l’abbronzatura mette in risalto la depigmentazione della pelle: per tali ragioni, le macchie possono attenuarsi durante l’inverno ed essere maggiormente visibili durante la primavera e l’estate, per l’appunto.

    Le cause

    A causare la pitiriasi versicolor è un fungo del genere Malassezia: nello specifico, si tratta del fungo Malassezia Furfur, il quale vive normalmente sulla pelle del 90 per cento degli adulti, ma senza provocare disturbi di alcun genere.

    La pitiriasi versicolor si sviluppa, quindi, solo quando un determinato fattore di rischio – che vedremo più avanti – contribuisce alla proliferazione senza controllo: la malattia non è contagiosa proprio perché questa si sviluppa più per le condizioni della cute che per la presenza del fungo stesso.

    La produzione incontrollata di questo fungo influisce e ostacola anche la produzione della melanina, la quale è responsabile dell’abbronzatura e del colore della pelle: per questa ragione, si manifestano delle macchie più chiare, rispetto al colore del resto della cute, in chi ha la pelle scura e delle macchie rossastre in chi ha la pelle chiara.

    I fattori di rischio

    I fattori di rischio della pitiriasi versicolor possono essere diversi e includere diverse situazioni che ne possono favorire la comparsa:

    • Eccessiva sudorazione;
    • Ipersecrezione sebacea;
    • Clima caldo e umido, ad esempio d’estate: per questa ragione, la pitiriasi versicolor è stata soprannominata “fungo di mare”;
    • Familiarità;
    • Pelle grassa;
    • Utilizzo di oli cosmetici, che possono ostruire i pori della pelle;
    • Sistema immunitario indebolito.

    Non sono ancora del tutto chiare le ragioni per cui la malattia si manifesta solo in determinati individui, ma i fattori di rischio possono rappresentare un indicatore in tal senso.

    La diagnosi

    Quando consultare il medico? Alla comparsa delle macchie sulla pelle, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante e/o al dermatologo che, dopo una serie di esami e analisi, potrà stabilire la diagnosi e l’eventuale terapia contro la pitiriasi versicolor.

    Oltre alla classica visita medica e allo studio dei sintomi, potrebbero essere necessari ulteriori test di approfondimento per confermare o meno la presenza della malattia o di altre infezioni micotiche: ad esempio, potrebbero essere asportate ed esaminate delle squame o il dermatologo potrebbe ricorrere alla cosiddetta “lampada di Wood”, la quale consente – in caso di pitiriasi versicolor – di individuare una sorta di fluorescenza di colore giallo-verde sulle macchie in questione.

    La cura

    Qual è la cura definitiva contro la pitiriasi versicolor? Come si guarisce? Come eliminarla? Generalmente, il medico può prescrivere alcuni farmaci antimicotici, i quali possono essere utilizzati per via topica: si tratta, soprattutto, di pomate e lozioni che contengono sostanze antimicotiche – come chetoconazolo, ciclopiroxolamina o tioconazolo – e che vanno utilizzate circa due volte al giorno per una durata di quattro settimane circa.

    Ci sono, poi, antimicotici per uso orale, ma la prescrizione va fatta esclusivamente dal medico, che stabilirà la durata e la posologia del trattamento: i principi attivi prescritti sono, generalmente, il ketoconazolo, il fluconazolo e l’itraconazolo.

    I rimedi naturali

    Esistono alcuni rimedi e cure naturali che possono aiutare in caso di pitiriasi versicolor. Quali?

    • Acqua e bicarbonato possono essere applicati sulle zone interessate dalle macchie, così da ridurle almeno un po’;
    • Il sapone allo zolfo può essere utilizzato e applicato per contrastare il disturbo;
    • Il tea tree oil è utile in caso di pitiriasi versicolor e può essere applicato sulle zone da trattare;
    • Il gel di aloe vera va spalmato sulle macchie della pelle;
    • I fumi termali di origine sulfurea: lo zolfo contrasta, infatti, la proliferazione del fungo in questione.

    La prevenzione

    Altrettanto importante è la prevenzione, perché è molto facile che il disturbo si ripresenti: questo fungo è, infatti – come detto prima – presente, abitualmente, sulla pelle.

    A scopo preventivo, ci sono dei particolari detergenti e shampoo ad azione antimicotica che possono essere utilizzati un paio di volte alla settimana, per massimo un mese, sulle zone colpite dal fungo: solitamente, si tratta di principi attivi antifungini a base di ketoconazolo, solfuro di selenio o solfuro salicilico.

    Oltre a ciò, è possibile seguire i seguenti accorgimenti:

    • Evitare di sudare eccessivamente e, dunque, condizioni di calore;
    • Non esagerare con l’igiene personale, perché potrebbe essere controproducente: ad esempio, nel caso di frequenti docce calde;
    • Indossare abiti comodi;
    • Proteggere la pelle dalle radiazioni solari con creme solari;
    • Evitare prodotti grassi per la cura della pelle;
    • Non fare la lampada, perché l’abbronzatura artificiale può peggiorare il disturbo.

    Come detto prima, non è raro che i soggetti colpiti da pitiriasi versicolor vadano incontro a recidive più o meno frequenti, soprattutto in condizioni di clima caldo e umido.

    Inoltre, in caso di pitiriasi versicolor, è opportuno fare attenzione all’alimentazione, seguendo una dieta equilibrata che eviti cibi fritti, bevande alcoliche, carne rossa e latticini.

    La prognosi

    Infine, la prognosi per la pitiriasi versicolor è abbastanza buona, se la terapia appropriata viene iniziata con tempestività, bloccando l’eccessiva proliferazione del fungo responsabile. È, però, possibile che occorrano settimane o mesi per la completa regressione dei sintomi.