Pitiriasi rosea di Gibert: sintomi, cause, terapia e cure naturali

La pitiriasi rosea di Gibert è una malattia della pelle non contagiosa, caratterizzata da sintomi come la comparsa di macchie rossastre e prurito. Le cause non sono del tutto note, ma pare che lo stress rappresenti un fattore di rischio e che vi sia un legame con l’Herpes virus. Quali sono la terapia e le cure naturali da seguire per guarire? Scopriamo di più in merito.

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    Quali sono i sintomi e le cause della pitiriasi rosea di Gibert? Quali sono la terapia e le cure naturali da seguire? Si tratta di una malattia della pelle caratterizzata da macchie di tipo eritemato-desquamativo, che possono colpire il viso o altre parti del corpo di bambini e adulti. Questo tipo di dermatite è abbastanza diffusa e può essere di lieve o media entità, oltre che di facile risoluzione. La pitiriasi rosea di Gibert non è contagiosa, ma può fare la sua comparsa a causa dello stress. Qual è la sua sintomatologia esatta? Qual è l’eventuale trattamento per la guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è

    La pitiriasi rosea di Gibert è una malattia della pelle, che può colpire bambini, adulti e donne in gravidanza e che è caratterizzata da lesioni di tipo eritemato-desquamativo: può avere un decorso sia di lieve che di media entità, oltre a regredire spontaneamente e senza bisogno di cure particolare, la maggior parte delle volte.

    Si tratta di una forma di dermatite abbastanza comune, in grado di colpire persone di età compresa tra i 10 e i 40 anni. Venne scoperta nel 1860 da Camille Melchior Gibert, da cui prende il nome.

    Pare che si presenti un picco di pazienti affetti da questa malattia della pelle durante la primavera e l’autunno ma, ancora oggi, non sono chiare le motivazioni e il meccanismo scatenante legato alla manifestazione della pitiriasi rosea.

    I sintomi

    I sintomi della pitiriasi rosea di Gibert sono abbastanza caratteristici e possono includere:

    • Macchie rossastro-rosate e tondeggianti;
    • Desquamazione;
    • Vesciche e bolle;
    • Pelle secca;
    • Prurito.

    La pitiriasi rosea di Gibert fa la sua comparsa sulla cute con una macchia rossastro-rosata – questa prende il nome di “macchia madre” o “medaglione di Gibert” – ed è tramite essa che la malattia viene riconosciuta: le macchie si presentano come tondeggianti – il diametro è di circa 1-3 centimetri – dai contorni definiti, con desquamazione.

    Dopo alcuni giorni dalla comparsa di questa unica macchia, appaiono nuove macchie – dette “macchie figlie” – le quali si diffondono partendo dalla macchia madre, ma con dimensioni più piccole. Solo in rari casi, la pitiriasi rosea si manifesta soltanto con un’unica macchia arrossata.

    Il prurito può far parte della sintomatologia, ma solo nel 25 per cento dei soggetti affetti. Ad essere maggiormente colpiti, sono il tronco, le braccia e il cuoio capelluto; in rari casi, invece, anche viso e gambe possono essere interessate dalla pitiriasi rosea di Gibert.

    Le cause

    Le cause della pitiriasi rosea di Gibert sono, ancora oggi, oggetto di studio, ma lo stress potrebbe essere un fattore di rischio.

    Alcuni studiosi hanno ipotizzato un legame con due ceppi di Herpes virus (HHV6 e HHV7) – i quali sono responsabili della sesta malattia – che, insieme al contatto frequente con determinate sostanze, come polvere o agenti chimici – potrebbero dare il via alla dermatosi in questione. Ad ogni modo, in questo caso, gli agenti irritanti non potrebbero scatenare la pitiriasi rosea senza il virus dell’Herpes.

    Sebbene il fattore scatenante potrebbe essere un virus, la malattia non è contagiosa.

    La diagnosi

    Alla comparsa di sintomi e segni, è necessario rivolgersi al medico e/o dermatologo che, tramite esami e analisi specifiche, potrà stabilire la diagnosi e la cura adatta alla pitiriasi rosea di Gibert.

    Oltre alla visita medica e allo studio dei sintomi, potrebbe essere utili eseguire alcuni test di approfondimento, così da individuare eventuali malattie presenti: la diagnosi dovrebbe, infatti, essere semplice, ma è necessario non confondere la pitiriasi rosea di Gibert con alcune forme di allergia, la pitiriasi versicolor, la pitiriasi lichenoide cronica, la psoriasi, la lichen planus, la tinea corporis, la dermatite seborroica e la sifilide.

    Quando la pitiriasi rosea di Gibert ha una durata di 10 settimane e oltre, è necessario un controllo medico per escludere la parapsoriasi a placche.

    La terapia

    La terapia per la pitiriasi rosea di Gibert, generalmente, non è necessaria: la malattia tende, infatti, a regredire spontaneamente, in circa 4-5 settimane dalla sua comparsa.

    In presenza di prurito, potrebbero essere prescritti dei farmaci antistaminici e delle pomate a base di cortisone da applicare direttamente sulle zone colpite dalle macchie.

    Delle creme a base di mentolo potrebbero calmare la sensazione di calore locale; mentre, delle creme contenenti degli anestetici locali sono consigliate nel caso di prurito insopportabile e incessante, che aumenta il rischio di graffiarsi. Creme e pomate ad azione emolliente sono di aiuto contro la pelle secca.

    Per lavarsi, è necessario ricorrere ad alcuni detergenti idratanti e a pH leggermente acido ed è sconsigliata l’esposizione al sole e alle lampade artificiali UVB.

    Qualunque farmaco deve essere prescritto dal medico, che sceglierà la tipologia e la dose, oltre che la durata del trattamento.

    Le cure naturali

    Per quanto riguarda le cure naturali adatte alla pitiriasi rosea di Gibert, queste possono essere diverse. Un esempio è rappresentato dall’utilizzo del gel all’aloe vera, in grado di rinfrescare la pelle, semplicemente massaggiando il gel sull’eruzione cutanea.

    Un bagno caldo con l’aggiunta di bicarbonato di sodio è utile per contrastare il prurito; mentre, una crema all’ossido di zinco può lenire la pelle.

    Durante la pitiriasi rosea di Gibert, non vi sono particolari indicazioni riguardanti l’alimentazione: in linea generale, è opportuno evitare il consumo di carne rossa, latticini, fritti e caffè e dovranno, invece, essere garantite frutta e verdura abbondanti per un giusto apporto di vitamine e sali minerali.

    La prognosi

    Infine, la prognosi è, generalmente, buona: si tratta, infatti, di una malattia della pelle, la cui risoluzione è spontanea nella maggior parte dei casi.