Pillola RU486: per assumerla occorre il ricovero e le proteste aumentano

Pillola RU486: per assumerla occorre il ricovero e le proteste aumentano

Non mancano le proteste contro la decisione del ministro Sacconi, a cominciare dalla radicale Donatella Poretti “Sacconi sfiducia il direttore dell’Aifa”che ha tuttavia ricordato che l’aborto, comunque lo si esegua, ovvero chirurgicamente o farmacologicamente resta pur sempre un atto medico

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    Pillola Abortiva

    Diviene necessario continuare a fare piena chiarezza sulla pillola abortiva, la nota RU486, alla luce della recente autorizzazione da parte dell’AIFA al fine di procedere alla commercializzazione del farmaco; come sappiamo, però, il Governo ha richiesto l’indagine conoscitiva sugli effetti del farmaco, ma una cosa è certa, come ribadito dal Ministro del Welfare e della Salute Sacconi, che per utilizzare la RU486 è sempre necessario il ricovero.

    “La pillola e il processo farmacologico abortivo che innesca – ha spiegato Sacconi – entreranno in commercio solo dopo la cosiddetta determina tecnica dell’Agenzia del farmaco. È per altro già ora evidente – ha affermato – sulla base della delibera della stessa Agenzia, che occorre un ricovero nelle strutture del Servizio Sanitario dal momento dell’assunzione al momento del completamento del processo di interruzione della gravidanza per via farmacologica, quindi non è consentito un day hospital“.

    Non mancano le proteste contro la decisione del ministro Sacconi, a cominciare dalla radicale Donatella Poretti “Sacconi sfiducia il direttore dell’Aifa”che ha tuttavia ricordato che l’aborto, comunque lo si esegua, ovvero chirurgicamente o farmacologicamente resta pur sempre un atto medico, anche se le polemiche, a quanto pare, non si placano, in considerazione del fatto che prevedendo il regime di day Hospital in caso si assunzione della pillola abortiva si snaturerebbe il valore stesso del farmaco e non solo, secondo gli oppositori del ministro Sacconi, tale regime nulla avrebbe a che fare con la delibera dell’AIFA del 30 luglio scorso; insomma, la querelle, almeno fino ad adesso, non accenna a placarsi! .

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