Pillola abortiva RU486: i governatori leghisti fanno marcia indietro

Pillola abortiva RU486: i governatori leghisti fanno marcia indietro

Fatto sta che i due leghisti disconoscendo la Legge in fatto di aborto e credendo che spettasse al singolo governatore decidere o meno sulla dispensa della pillola abortiva RU486 e non allo Stato nazionale, sono immediatamente incorsi nel quasi comico svarione di inizio mandato!

da in Aborto, Farmaci, Gravidanza, Sanità, RU-486
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    Bell’autogol quello che si sono inflitti i governatori di Veneto e Piemonte, Luca Zaia per la prima regione, Roberto Cota per la seconda; chissà, forse la parola “Governatore” aveva fatto pensare ai due di essere tornati indietro di qualche millennio e di essere in epoca tardo romana, quando a decidere tutto era il governatore con funzioni di imperatore…. chissà…

    Fatto sta che i due leghisti disconoscendo la Legge in fatto di aborto e credendo che spettasse al singolo governatore decidere o meno sulla dispensa della pillola abortiva RU486 e non allo Stato nazionale, sono immediatamente incorsi nel quasi comico svarione di inizio mandato!

    Ma si sa, la Lega guarda allo centralità dello Stato in modo molto sui generis e dunque da qua sicuramente sarà nato l’equivoco in cui sono caduti i due governatori costretti poi a fare marcia indietro affidandosi alla normativa statale che prevede la dispensa del farmaco negli ospedali.

    E così non ci saranno regioni d’Italia che, motu proprio, decidono se far giungere la pillola RU486 negli ospedali o meno, visto che in tutte le aree del Paese dovranno regolarsi come fatto dal primo aprile scorso dagli ospedali lombardi e dalla Clinica Mangiagalli di Milano che si sono approvvigionati del farmaco da prescrivere a coloro che hanno intenzione di procedere all’aborto chimico.

    A confermarlo è la stessa Clinica milanese in una nota.

    “Oggi al responsabile della farmacia ospedaliera del Policlinico Ospedale Maggiore (di cui la Mangiagalli fa parte, ndr), sono arrivate le prime richieste per la RU486 da parte di medici della Mangiagalli, per rispondere alle prime richieste di donne che vorrebbero interrompere la gravidanza per via farmacologica”.

    Un approvvigionamento del farmaco che in Italia non è ancora stato espletato a macchia d’olio, visto che ci sono ospedali che non dispongono della pillola abortiva, stante anche l’assenza di richieste di aborto portato avanti con tale sistema farmacologico. In Italia siamo in ritardo di venti anni nella somministrazione della pillola abortiva Ru486, prodotta dall’azienda francese Exelgyn con il nome commerciale Mifegyne, visto che è in uso, oltretutto, in almeno 30 Paesi nel mondo ed è stata utilizzata da più di un milione e mezzo di pazienti.

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