Pillola abortiva RU486: allarme mortalità

Pillola abortiva RU486: allarme mortalità
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    Gravissime le ultime notizie in fatto di controllo delle nascite, le agenzie di stampa riportano in questi giorni i dati precisi relativi alla mortalita’ causata dalla pillola abortiva RU486, ad alto contenuto di mifepristone. La pillola abortiva ha un tasso di mortalità che e’ di 10 volte superiore rispetto all’aborto chirurgico.

    E’ la AIFA che ha diffuso un comunicato stampa in settimana che riporta con precisione i dati dei rilevamenti relativi alla pillola, dopo aver attentamente esaminato il fascicolo relativo alle richieste per la commercializzazione della pastiglia.

    I dati sulla mortalita’ da RU486 sono contrastanti, anche se e’ certo che l’aborto con pastiglia puo’ riportare dei danni maggiori rispetto che non l’aborto clinico tradizionale. In difesa della pillola il ginecologo Vitale, che ne descrive con sicurezza l’affidabilita’ clinica e la garanzia sulla salute della donna che ne fa uso.

    Anche da parte dell’FDA e dell’EMEA il via libera al farmaco, il cui principio attivo, il mifepristone, e’ confermato tra i farmaci essenziali, anche da l’OMS.

    A spiegazione dell’alta mortalita’ dopo l’uso del farmaco sarebbe dunque una somma di eventi tra cui quello di una normale percentuale di morte delle donne con gravidanza a rischio, o che intendono interrompere la gestazione per problemi legati a un fattore fisico, in altre parole si farebbero tornare i conti spiegando che queste donne gravide, gia’ prima di interrompere la gravidanza, erano a rischio della vita.

    Rimane pero’ il dubbio poiche’ statisticamente in fatto di morte per aborto, il rapporto farmaco-chirurgia e’ di 10 a 1, un dato sul quale non si puo’ non avere niente da dire.

    Nel 15 per cento dei casi, dopo l’aborto indotto dalla pillola RU486, l’espulsione dell’embrione avviene dopo i 3 giorni normali e a volte può richiedere fino a 15-20 giorni di attesa.
    In piu’ del 5 per cento dei casi bisogna comunque intervenire chirurgicamente.

    Pericoloso sarebbe allora liberalizzare il commercio della pillola RU486, mettendo nelle mani delle donne uno strumento che potrebbe causare effetti collaterali gravi fino anche alla morte.

    Uno degli effetti collaterali per cui perdono la vita le abortande e’ l’insufficienza renale, un buon motivo per dimenticare l’idea di un aborto veloce e non controllato, garantito solo dalla assunzione di una pastiglia.
    L’aborto della RU486 e’ un aborto chimico che causa un effetto piuttosto simile all’aborto spontaneo, e come tale e’ pericoloso, doloroso nonche’ un evento molto grave sia per il fisico che per la psiche della donna.
    La commercializzazione di un farmaco che avvia le stesse dinamiche fisiche di un aborto spontaneo non controllato e’ una pericolosa invenzione che potrebbe danneggiare le donne con meno difese e nella situazione di bisogno piu’ alta, sia fisica che psicologica.

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