Piercing e tatuaggi: infezioni dietro l’angolo

Piercing e tatuaggi: infezioni dietro l’angolo
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    Finalmente sono arrivate le tanto agognate vacanze, in cui mettere in mostra corpi in forma, abbronzati, tatuati e perché no con qualche bel piercing. Per chi non ci avesse pensato per tempo durante l’inverno, è dietro l’angolo la tentazione di rimediare all’ultimo minuto, ma bisogna stare molto attenti.

    I rischi sanitari di tali pratiche, infatti, possono essere talmente spiacevoli da aver indotto la Commissione Europea, fin dal 2003, ad effettuare alcuni studi sulle conseguenze di piercing e tatuaggi. Purtroppo da queste ricerche, risulta che circa la metà dei piercing possono causare infezioni acute, tali da richiedere un trattamento medico o clinico. Leggendo inoltre le possibili conseguenze di un piercing o di un tatuaggio, verrebbe voglia di rinunciare: epatiti, HIV, infezioni batteriche e micotiche, reazioni allergiche come l’orticaria e irritazioni cutanee, lesioni maligne quali il melanoma, la lebbra ed altre malattie gravi.

    Lo studio Ue sottolinea, inoltre, altri effetti dannosi sulla salute: sindrome da shock tossico, tetano, ulcera venerea, tubercolosi, infezioni da fungo, pseudo linfomi, linfoadenopatie, sarcoidosi, lesioni maligne come il melanoma ed il cancro della pelle, cambiamenti comportamentali, psoriasi, fotosensibilizzazione, fototossicità e fotogenotossicità. Fortunatamente il rischio di contrarre questo genere di malattia si può ridurre, fino ad annullare, rispettando le necessarie precauzioni sanitarie. Non si ribadirà mai abbastanza quindi la necessità di rivolgersi a seri professionisti ed di accertarsi che utilizzino sostanze e materiali puri, sicuri e sterili.

    Commissione Europea

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