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Piedi piatti: conseguenze e rimedi

Piedi piatti: conseguenze e rimedi

I piedi piatti, un problema che può essere fastidioso, quanto silente, ma che può avere conseguenze davvero dolorose

da in Interventi Chirurgici, Ossa, Piedi, Postura
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    piede piatto conseguenze

    I piedi piatti non sono solo, come nella miglior tradizione dei polizieschi a stelle e strisce, i poliziotti, anzi. Sono una realtà dolorosa per molte persone, costrette, spesso, ad assumere posture scorrette per colpa di quell’appiattimento anomalo della volta plantare. Se la caratteristica curvatura della pianta del piede manca, ecco tutte le possibili conseguenze e i rimedi utili.

    Se il piede è piatto

    Più che un eufemismo, è una descrizione fedele della realtà. Si parla di piedi piatti in presenza di un appiattimento anomalo della volta plantare, di un cedimento dell’arco interno della pianta del piede che fa perdere alla volta la sua naturale curvatura.

    Il piede piatto non è sempre un’anomalia. Nei primi anni di vita, è un’eventualità fisiologica: tutti, alla nascita, hanno i piedi piatti, complice, soprattutto, l’abbondanza di grasso plantare. E’ intorno ai 7-10 anni di età che, solitamente, la situazione si normalizza e la volta plantare assume la sua curvatura definitiva. Se ciò non avviene, si può parlare di piede piatto.

    Tutte le conseguenze

    I piedi piatti sono i responsabili di ben il 90% dei casi di alluce valgo, la deformazione ossea dell’alluce, caratterizzata dalla comparsa di una deformità sporgente verso l’esterno alla base del dito.

    La mancanza della naturale curvatura della volta plantare incide negativamente sulla postura, compromettendone il corretto assetto. Chi ha i piedi piatti, inoltre, è da considerare più a rischio di sviluppare tendiniti e fasciti plantari, cioè l’infiammazione del legamento che percorre la pianta del piede dal calcagno alla base delle dita.

    Aumentano anche le probabilità di soffrire di spina calcaneare, una degenerazione della fascite plantare che provoca la comparsa di una sporgenza anomala in prossimità del tallone.

    I rimedi possibili

    Ci sono rimedi definitivi e altri palliativi, che illudono solo di aver risolto il problema.

    Alla prima categoria appartiene l’intervento chirurgico, alla seconda l’utilizzo dei plantari.

    E’ importante distinguere anche tra i piedi piatti che necessitano di essere trattati e “corretti” e quelli che non ne hanno davvero bisogno. Se il piede è piatto solo da fermo, mentre in movimento riacquisisce la curvatura normale, non è necessario intervenire. Nel caso in cui, al contrario, passo dopo passo, l’anomalia resta, è preferibile correre ai ripari, per evitare le conseguenze.

    Nonostante le convinzioni in “voga” fino a qualche anno fa, i plantari aiutano, ma non possono essere davvero strumenti risolutivi. Migliorano la postura, l’appoggio del piede e il modo di camminare, ma non risolvono il problema. Infatti, anche dopo anni di utilizzo, il plantare non è in grado di modificare lo sviluppo e la struttura dell’arco del piede.

    L’opzione terapeutica davvero risolutiva è l’intervento di chirurgia mininvasiva, sicurezza di efficacia e garanzia di successo. L’artrorisi endosenotarsica consiste nell’introduzione, attraverso una piccola incisione praticata sotto il malleolo esterno del piede, di una vite tra due ossa del piede (astragalo e calcagno), in grado di ridare l’inclinazione corretta alla volta plantare, se opportunamente avvitata.

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