Ph acido, neutro o basico: differenze e significato

Ph acido, neutro o basico: differenze e significato

Il ph, se è acido, neutro o basico: ecco qualche informazione interessante su questo indice poco conosciuto

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    ph acido neutro o basico

    Il ph, due semplici lettere che hanno un significato decisamente più complesso. Se ne sente parlare molto, complici anche le numerose pubblicità di prodotti detergenti, saponi e creme: il ph indica il grado di acidità o di basicità di una soluzione. Numerose le soluzioni e gli elementi dei quali testare l’acidità, il ph, altrettanto numerosi e differenti i significati di ogni valore rilevato. Anche nel corpo umano, esistono diversi ph, da quello del sangue, a quello delle urine, fino a quello della pelle. Cerchiamo di capire meglio cosa si intende per ph neutro, acido o basico.

    Il ph, dall’acidità alla basicità e viceversa

    Il ph, indice del grado di acidità o di basicità di una soluzione, come già anticipato, può essere compreso tra 0 e 14. La scala dei valori comincia dal grado di acidità massima 0 (acido forte) e termina con 14, quello di maggiore basicità (base forte).

    Come sempre la verità o, meglio in questo caso, la neutralità sta nel mezzo. Il ph 7 è indice di una soluzione neutra, come l’acqua pura a una temperatura di 25° C. Quindi, tutti i valori inferiori a 7 indicano un ph progressivamente sempre più acido, mentre quelli superiori un ph basico.

    Un esempio “famoso”, il ph della pelle

    E’ il più conosciuto, almeno per “nome”, è il ph della pelle. Quando si analizza il grado di acidità della cute, non è possibile avere un solo valore, univoco e valido per tutta la superficie corporea, anzi.


    Il ph cutaneo, in condizioni normali e ottimali, è leggermente acido, e si attesta su valori che oscillano tra 4,2 e 5,6. Un intervallo piuttosto ampio, che si giustifica con una diversità del ph in base al distretto corporeo preso in esame. Infatti, i valori del ph cutaneo variano in base alla zona del corpo, complici una lista di fattori, dal periodo ormonale, alla fase stagionale, fino al livello di sudorazione.

    Concorrono, tra gli altri e in modo particolare, a determinare l’acidità cutanea, numerosi processi biochimici che hanno sede proprio nella cute, come l’idrolisi dei lipidi cutanei.

    Acido, sì, e per fortuna. Il ph della pelle tende verso l’acidità per una ragione ben precisa: in questo modo riesce ad assolvere al meglio il suo ruolo di difesa della pelle dalla proliferazione di microrganismi pericolosi, agenti patogeni che possono minacciarne la salute, come batteri e funghi.

    La cartina al tornasole

    Una piccola curiosità: chi non ha mai sentito parlare della cartina al tornasole, anche solo come protagonista di una metafora o di una similitudine su tutt’altro argomento? Molti, sicuramente, ma pochi forse sanno davvero di cosa si tratta.

    E’ una striscia di carta impregnata di soluzione tornasole, una sostanza colorante di origine vegetale che reagisce, cambiando colore, in base al grado di acidità degli elementi con i quali entra in contatto. Azzurro è il colore delle soluzioni base, rosso quello che indica l’acidità.

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