Pessimismo? Questione di genetica, è scritto nel Dna

Pessimismo? Questione di genetica, è scritto nel Dna

Il pessimismo è scritto a chiare lettere nel Dna, la propensione alla negatività è una caratteristica della personalità insita fin dalla nascita, legata ai bassi livelli di neuropeptide Y

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    Il pessimismo è scritto nel Dna

    Pessimisti si nasce, non si diventa: proprio così il pessimismo sarebbe già scritto nel Dna di una persona, la sua propensione al pensiero negativo, a vedere il bicchiere “mezzo vuoto” sarebbe insita nel suo corredo genetico, senza troppa possibilità di scelta. Un destino già scritto quello degli inguaribili pessimisti, almeno secondo un recente studio condotto da alcuni esperti statunitensi.

    Il pessimismo è una caratteristica della personalità poco modificabile o malleabile, perché, secondo i ricercatori dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti, è scritta nel Dna, è parte integrante delle proprie caratteristiche genetiche.

    Tutta colpa di una minuscola molecola, il neuropeptide Y (Npy): i ricercatori d’oltreoceano hanno identificato in questo elemento e, in particolare, nei suoi livelli, presenti nel cervello, la responsabilità del fenomeno. Bassi livelli della molecola nel cervello corrispondono a un’elevata percentuale di pessimismo.

    Pessimisti per diritto di nascita, ma propensi a manifestare tutta la loro negatività, corredata di angoscia, ansia, stress e tensione, per questioni genetiche.

    Infatti, questi soggetti sono particolarmente negativi, sopportano con sofferenza ogni motivo di stress o tensione e sono particolarmente predisposti a sviluppare depressione ed esaurimento, come riportato sulla rivista Archives of General Psychiatry.

    La relazione tra il livello del neuropeptide Y e il pessimismo è stata evidenziata e verificata dai ricercatori a stelle e strisce attraverso una duplice sperimentazione. I soggetti coinvolti nello studio sono stati sottoposti alla risonanza magnetica funzionale, durante la visione di uno schermo con parole negative e positive; agli stessi partecipanti, attraverso un’iniezione di soluzione salina nella mandibola, è stato scatenato un dolore modesto per qualche minuto. Le reazioni, sia alle parole, sia al dolore, non hanno lasciato spazio a dubbi: livelli bassi di Npy sono legati a una maggiore propensione al pessimismo.

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