Perdite marroni: tutte le cause

Le perdite marroni vaginali possono avere diversa cause: fibromi e polipi, cisti ovariche, uso della pillola, stress, disturbi alimentari.

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    Alla base delle perdite marroni vaginali, note anche con il nome di spotting, ci possono essere cause differenti. Di solito in questi casi si sospetta un’infezione, anche se possono intervenire altri fattori, come lo stress, il sovrappeso oppure l’assunzione eccessiva della pillola anticoncezionale. Si possono verificare durante l’ovulazione, prima o dopo il ciclo. Nella prima fase della gravidanza sono normali, perché sono dovute all’annidamento dell’ovulo nell’utero. A volte comunque costituiscono un motivo di preoccupazione, anche perché sono spesso accompagnate da una serie di sintomi caratteristici, come nausea, dolori addominali, sanguinamento uterino e prurito che interessa i genitali.

    I fibromi e i polipi

    Le cause delle perdite marroni vaginali possono essere rappresentate da fibromi e polipi, che possono essere considerati dei tumori benigni che sono presenti nell’utero. Vengono diagnosticati per mezzo dell’ecografia, per poi essere rimossi senza particolari conseguenze per la salute. Il discorso è diverso quando tutto è rapportabile ad un tumore maligno. Ecco perché è importate effettuare dei controlli regolari dal ginecologo, perché è essenziale potersi avvalere dei vantaggi offerti dalla diagnosi precoce.

    La sindrome dell’ovaio policistico

    Altre cause possono essere la sindrome dell’ovaio policistico (più cisti che crescono in una o in tutte e due le ovaie) o le cisti ovariche in generale.

    L’ectopia

    Da non dimenticare è l’ectopia, una piccola piaga che può interessare il collo dell’utero. Non si può ritenere una vera e propria patologia, è più che altro una condizione spesso congenita, che comporta, oltre alle perdite marroni, una più elevata produzione di muco vaginale.

    I contraccettivi

    Bisogna stare attenti all’uso dei contraccettivi. Lo spotting, infatti, può essere legato proprio ad essi. Non si tratta solo della pillola, che interviene sui processi ormonali, ma anche dell’anello vaginale, che può determinare delle perdite tra un ciclo e l’altro. Nel caso dell’utilizzo della spirale di rame si può incorrere nello stesso problema. Ci si deve allarmare soprattutto se il tutto dura a lungo: meglio provvedere a rimuoverla.

    Lo stress

    Da non sottovalutare il ruolo dello stress. Quest’ultimo comporta l’innalzamento del livello di cortisolo e di adrenalina, i quali creano nell’organismo una sorta di allarme. La conseguenza può essere costituita da un disequilibrio psicofisico, che spinge l’ipotalamo ad un’attività alterata. Da questa parte del cervello dipendono i ritmi del corpo, compresi quelli delle ovaie. Ecco perché, nelle situazioni stressanti, le perdite vaginali sono accompagnate anche da mestruazioni irregolari.

    I disturbi dell’alimentazione

    La funzionalità ovarica può essere alterata anche dall’obesità o dai disturbi dell’alimentazione, come l’anoressia e la bulimia. In queste situazioni il ciclo mestruale diventa irregolare, può interrompersi o può essere privo di ovulazione.

    L’insufficienza del corpo luteo

    Le perdite marroni premestruali, fino a 10 giorni prima, in genere possono essere considerate irrilevanti, se si manifestano in maniera sporadica. Se sono frequenti, invece, potrebbero indicare l’insufficienza del corpo luteo: quest’ultimo potrebbe avere delle difficoltà nella produzione di progesterone dopo l’ovulazione. E’ opportuno quindi eseguire dei controlli, perché quest’ormone è importante per nutrire l’endometrio e per renderlo adatto alla gestazione.