Perdite di sangue in menopausa: cause e cosa fare

Le perdite di sangue in menopausa sono un fenomeno piuttosto comune, e possono essere causate da diversi fattori. Nell'articolo che segue analizziamo nel dettaglio quali sono le cause scatenanti e cosa bisogna fare in caso di perdite ematiche in menopausa.

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    Perdite di sangue in menopausa: quali sono le cause e cosa bisogna fare? Il sanguinamento vaginale è una condizione comune che riguarda le donne durante il periodo delle mestruazioni, la gravidanza, l’ovulazione e dopo la menopausa. Quest’ultima condizione può manifestarsi a causa di diversi fattori, anche gravi, e non è un sintomo da sottovalutare. Scopriamo nel dettaglio quali sono le possibili cause e cosa fare in caso di perdite di sangue in menopausa.

    Menopausa e perdite di sangue

    La menopausa è il periodo che determina la fine della fertilità femminile e si verifica, comunemente, tra i 45 e i 55 anni. Pochi mesi prima dalla ultima mestruazione, si possono notare delle alterazioni del ciclo come mestruazioni ravvicinate e particolarmente abbondanti oppure molto distanziate tra loro e piuttosto scarse: le perdite di sangue che si verificano nella premenopausa potrebbero essere semplicemente delle mestruazioni poco abbondanti.

    Quando la donna manifesta i primi sintomi della menopausa, le mestruazioni cessano definitivamente, ma in alcuni casi è possibile che si verifichino delle perdite di sangue solitamente di colore marrone scuro. Queste perdite di sangue sono definite “spotting in menopausa” e possono comparire a distanza di un anno dall’ultima mestruazione.

    Nel caso in cui si presentino delle perdite ematiche di colore rosso vivo, è bene effettuare degli accertamenti per escludere delle patologie gravi.

    Cause

    Le perdite ematiche dopo la menopausa possono essere causate da diversi fattori. In molti casi si tratta di disturbi di poca importanza soprattutto di natura infiammatoria, che la maggior parte delle volte si risolvono spontaneamente. In ogni caso, è sempre bene rivolgersi al proprio ginecologo per un accertamento.

    Il sanguinamento vaginale in menopausa può essere causato da:

    • Polipi: i polipi endometriali sono escrescenze di natura solitamente benigna, che possono svilupparsi all’interno dell’utero, sulla parete della cervice o all’interno del canale vaginale e possono provocare un sanguinamento.
    • Atrofia endometriale: dopo la menopausa, il tessuto che riveste l’utero, l’endometrio, può assottigliarsi a seguito dell’abbassamento dei livelli di estrogeni. Questo fenomeno può causare delle perdite di sangue inaspettate.
    • Iperplasia endometriale: questa condizione fisica è caratterizzata dall’ispessimento dell’endometrio sempre a causa del calo eccessivo di estrogeni e scarsi livelli di progesterone, questo processo può causare un sanguinamento. Inoltre, l’iperplasia può essere causata dall’obesità, e, se non curata adeguatamente, può sviluppare un carcinoma endometriale.
    • Tumore endometriale: la comparsa di perdite di sangue in menopausa avanzata, può essere causata dalla presenza di un tumore all’endometrio.
    • Altre possibili cause: terapia ormonale, infezione nell’utero o nella cervice, assunzione di farmaci come i fluidificanti del sangue, altre tipologie di cancro. Le perdite di sangue in menopausa possono essere anche causate dalla cistite, anche se in questo caso le perdite interessano il canale dell’uretra e non quello uterino.

    Perdite di sangue in menopausa dopo rapporto

    In alcuni casi si possono verificare delle perdite di sangue dopo un rapporto sessuale, durante il periodo della menopausa. Queste perdite ematiche potrebbero essere causate dalla secchezza vaginale, un disturbo piuttosto comune legato al periodo della menopausa.

    La secchezza vaginale è un disturbo che può rendere difficile, o quasi impossibile, avere dei rapporti sessuali, che risultano dolorosi e possono provocare dei sanguinamenti più o meno gravi. In questo caso si può ricorrere a diversi rimedi naturali o farmacologici per risolvere il problema.

    Cosa fare

    Le perdite di sangue durante la menopausa sono abbastanza comuni e possono essere causate da disturbi di lieve o grave entità: solo una donna su dieci sviluppa una forma di tumore all’utero, tuttavia è bene sottoporsi a dei controlli approfonditi per escludere un’origine maligna e individuare la terapia più adatta alle esigenze della paziente.

    Gli esami che vanno effettuati in caso di perdite ematiche sono:

    • Esame pelvico: lo speculum è uno strumento di acciaio che viene inserito nella cavità vaginale, e consente al ginecologo di osservare con precisione le pareti interne della vagina. Questo strumento permette al ginecologo di verificare o escludere la presenza di anomalie nella vagina.
    • PAP test: il PAP test viene effettuato con il prelievo di un campione di tessuto uterino mediante un tampone. Con questo esame, si può escludere o confermare la presenza di cellule tumorali all’interno della cavità uterina.
    • Isteroscopia: è un esame diagnostico che viene effettuato in caso di perdite ematiche anomale, sia durante il periodo fertile che in menopausa. Questa tecnica permette di osservare l’interno dell’utero, attraverso un isteroscopio, che viene introdotto nella vagina senza l’utilizzo dello speculum. Questo esame viene utilizzato per verificare la presenza di anomalie all’interno della cavità uterina e, in alcuni casi, per asportare piccoli polipi o eliminare delle aderenze.