Perché non bisogna elemosinare l’attenzione e l’amore di nessuno

La dipendenza affettiva rientra nella categoria delle New Addictions, ossia Nuove Dipendenze, dove cioè non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica

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    Dipendenza affettiva

    Attenzione e amore sono dei sentimenti spontanei, che non dovrebbero mai essere elemosinati. Eppure, succede a volte che si scateni una sorta di dipendenza affettiva, che rende impossibile separarsi da una persona. Abbiamo chiesto alla dr.ssa Susanna Elena Violanti, come fare a ritrovare la serenità, dopo un amore “malato”.

    Come si supera la dipendenza affettiva?

    Se stiamo pensando di trovarci in una situazione di dipendenza affettiva, vuol dire che il nostro comportamento verso l’oggetto di “amore” è già diventato un problema, condizionando negativamente le nostre giornate.

    Allo stesso modo, di qualunque comportamento di tal genere, dipendente da sostanze (droghe, alcool, farmaci) o meno, (gioco, web, affettività) abbiamo bisogno di uno specialista psicoterapeuta. La dipendenza si supera, infatti, indagando approfonditamente i motivi alla base di un comportamento e sperimentando una modalità diversa di relazione.

    Se questa esperienza “riparativa” è lasciata al caso, aspettando, contando solo sulle proprie forze, potremmo impiegare dolorosamente molto tempo, o non riuscire mai a modificare in modo significativo le nostre scelte.

    Perché non bisogna “elemosinare” l’amore?

    L’amore, come qualsiasi altro sentimento o emozione, non può essere attivato su richiesta. Le emozioni e i sentimenti si sviluppano, crescono o si estinguono in modo spontaneo, sebbene in reazione a determinate condizioni (attrazione fisica, stimoli spiacevoli, etc.).

    Certamente, è possibile coltivare una relazione, prestando a essa la giusta attenzione, condividendo attività piacevoli per le due persone, ma l’aspetto che massimamente ha valore anche nella relazione con l’Altro è la cura di sé.

    Solo diventando interessanti per l’Altro, attraverso le nostre personali e peculiari risorse, possiamo essere e rimanere in relazione. La richiesta eccessiva o “elemosina” dell’attenzione e dell’affetto è di per sé una dichiarazione di disvalore della nostra persona: io senza di te non sono capace, io senza di te non valgo niente.

    È vero che in amore vince chi fugge?

    Nei detti popolari c’è sempre qualcosa di vero: come già detto, la richiesta eccessiva, pressante, inopportuna non è mai un buon biglietto da visita. Casomai, genera fastidio e rabbia in chi la riceve e frustrazione in chi la porge. Per “fuggire” non si deve intendere fare perdere letteralmente le proprie tracce, rendersi desiderabili “tirandosela”.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr.ssa Susanna Elena Violanti

    Specialista in psicologia