Pelle: per San Valentino aumento richieste per cancellare i vecchi tatuaggi

Pelle: per San Valentino aumento richieste per cancellare i vecchi tatuaggi

E' boom di cuori infranti che, in vista dell'imminente festa degli Innamorati, si rivolgono al chirurgo estetico per cancellare i tatuaggi memoria di un amore passato

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    Sembra un grande pegno d’amore: segnarsi in maniera indelebile la pelle con il nome dell’amato o dell’amata, a memoria di un legame che dovrebbe durare per sempre. Ma poi, alla fine della storia, ci si trova a fare i conti con un tatuaggio “scomodo”, difficile da far digerire magari a un nuovo partner. E San Valentino diventa l’occasione per un regalo diverso: farsi cancellare i tatoo che hanno fatto il loro tempo, come rivela il Cice, il Centro Italiano di Chirurgia Estetica. Ma è così facile?

    Niente affatto: “Rimuovere la decorazione infatti non è sempre facile. Di sicuro non è indolore e i costi variano, a seconda delle dimensioni, dalle 200 euro in su, spesso molto di più di quanto non costi effettuare il tatuaggio stesso” avverte Roberto Gallosti, coordinatore del circuito nazionale del Cice.

    E oltre al dolore e al costo, c’è anche la possibilità che rimanga qualche traccia del tatoo: “Non tutti i colori sono completamente cancellabili. Scarsi risultati si hanno infatti sui colori chiari (giallo) e le tinte pastello” chiarisce Gallosti.

    E’ anche importante sapere cosa fare se si intende toglierlo, cioè rivolgersi a medici specializzati, dermatologi o medici estetici, per non avere brutte sorprese.

    Evidentemente, quindi, sarebbe consigliabile una riflessione maggiore al momento della scelta della decorazione che si vuole sul proprio corpo, tenendo bene a mente che si tratta di un decoro quasi indelebile e prendendo le dovute precauzioni: “Chi vuole farsi un tatuaggio dovrebbe scegliere per lo meno soggetti neutri” è il consiglio dell’esperto.

    Attenzione, quindi, a date e nomi: su 20 milioni di persone tatuate nel mondo, un quarto ha già scelto di rimuovere il tatoo e tra i pentiti spiccano proprio “donne e uomini non più giovanissimi, che nell’età dell’adolescenza avevano deciso di tatuarsi il nome dell’amato/a, la data del matrimonio o del fidanzamento oppure il titolo della canzone legato a un momento importante della loro storia” conclude Gallosti.

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