Patologie renali: il danno di questi organi nel silenzio dei sintomi

Patologie renali: il danno di questi organi nel silenzio dei sintomi

Purtroppo ancora oggi per la salute dei reni facciamo poco, perché sovente tutto quanto di male accade a questi importanti organi non lo avvertiamo in tempo e dunque inconsapevolmente assistiamo al degrado della funzionalità renale

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    Da un lato scoprire di essere ipertesi, dall’altro scoprire che la propria ipertensione arteriosa ha finito per danneggiare i reni; due facce che a volte sono della stessa medaglia e che possono spiegare l’una o l’altra situazione allo stesso modo, ovvero, quanto la pressione alta danneggi i reni, quanto i reni non perfettamente funzionanti siano causa di pressione alta.

    Purtroppo ancora oggi per la salute dei reni facciamo poco, perché sovente tutto quanto di male accade a questi importanti organi non lo avvertiamo in tempo e dunque inconsapevolmente assistiamo al degrado della funzionalità renale nel silenzio dei sintomi e non è raro constatare che quando questi cominciano a farsi strada il rene è già del tutto o quasi compromesso.

    E che l’insidia sia grave lo si evince dai dati riscontrati quando si dice che oltre 13.000 pazienti ogni anno finiscono in dialisi nella sola Italia, il dato è spaventoso se si considera l’intero mondo, in questo caso parliamo di oltre due milioni di persone.

    E non è solo la dialisi renale a spaventare, ma tutto il carico di danni e sofferenze che i reni arrecano all’organismo quando ci si ammala, ipertensione, ictus, infarti i più frequenti. Ma esiste un modo per scongiurare l’insufficienza renale, che è una condizione per’altro irreversibile che è solo possibile rallentare una volta istauratasi ma non è più curabile a meno di un trapianto dell’organo? Si esiste, e si chiama prevenzione.

    Nello specifico prevenzione significa curare le infezioni alle vie urinarie, a partire dalle cistiti, evitare la formazione di calcoli e comunque controllarli quando presenti, monitorare eventuali malformazioni genetiche, intervenire adeguatamente sul diabete. Gli anziani, spesso diabetici, ma non soltanto loro, sono le persone più esposte al rischio di andare incontro ad insufficienza renale, con tutto ciò che ne consegue.

    Ma i reni possono anche essere vittime di tumori in una casistica che è pari al 3% di tutti i tumori conosciuti dell’organismo, parliamo di tumori maligni e nella sola Europa ad essere affetti da una neoplasia maligna sono 27 mila persone ogni anno, mentre nella sola Italia ogni anno a fare i conti con questa malattia sono 8.500 persone. E anche in questo caso, l’insidia di questa malattia è nascosta nel silenzio dei sintomi prima che il tumore non sia divenuto importante. Un tumore silenzioso, dunque, che riguarda maggiormente i soggetti maschi over 60 .

    Immaginare con certezza cosa vi sia alla base del tumore ai reni non è chiaro, nell’ambito delle ipotesi coesistono diversi fattori che vanno dalla predisposizione familiare, al fumo di sigaretta che potrebbe esplicare la propria azione a livello della vescica o del rene stesso, una dieta satura di grassi, un quadro clinico che denuncia ipertensione non adeguatamente trattata negli anni.

    La tempestività della diagnosi diviene dunque un momento importante per la terapia; ad esempio, il riscontro del sangue delle urine, pur se spesso associato a problematiche meno gravi, dovrà essere un indizio importante che dovrà far propendere il paziente a rivolgersi immediatamente al medico; un dolore sfumato, con senso di pesantezza a livello dei reni molto spesso è associato a problematiche diverse che poco hanno a che fare con questi organi, ma non va sottovalutato ed anche in questo caso, portato all’attenzione del medico; l’ anemia, una febbricola che non si riesca ad inquadrare, l’ ipercalcemia e l’iperglobulinemia, sono sintomi e referti diagnostici che andranno valutati con attenzione.

    Insomma, la patologia renale è sicuramente insidiosa perché compatibile, almeno inizialmente, con uno stato di salute normale dell’individuo, ne consegue, che ai primi sintomi, bisognerà ricorrere al medico quanto prima possibile.

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