Parto: un marito ansioso complice dei maggiori dolori della moglie

Sarebbe infatti dimostrato che un papà in preda ad ansie e paure eccessive finisce per influenzare il parto della moglie aumentando di fatto i dolori post-parto quando si propenda per il trattamento mediante parto cesareo

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    Il dolore da parto non è solo dovuto a problemi organici della donna, ma molte delle sofferenze da parto potrebbero derivare anche dall’ambiente che circonda la partoriente e per ambiente dobbiamo pure considerare il ruolo apportato, nel bene o nel “male” dal marito.

    Sarebbe infatti dimostrato che un papà in preda ad ansie e paure eccessive finisce per influenzare il parto della moglie aumentando di fatto i dolori post-parto quando si propenda per il trattamento mediante parto cesareo. Lo avrebbe stabilito una ricerca, coordinata da Ed Keogh, è stata condotta in collaborazione fra l’University of Bath e l’Imperial College di Londra.

    Lo studio si è concentrato su 65 donne finite per dover subire un parto cesareo in luogo di quello naturale a causa di complicazioni insorte; in tutte queste donne si è assistito da un carico di ansia e di preoccupazioni del futuro padre che nel corso dei nove mesi di gravidanza aveva scaricato sulla moglie tali moti dell’anima, con la conseguenza che il parto si sarebbe complicato al punto da escludere la via naturale.

    Ma la stessa ansia del padre finisce per giungere sul banco degli imputati quando si prevedano problemi per la donna di allattamento al seno, così come non si esclude un rapporto negativo fra mamma e figlio quando il padre è un ansioso tale da rasentare la patologia.

    Secondo i ricercatori, i padri eccessivamente ansiosi non dovrebbero neanche assistere alle manovre del parto, tant’è che molte donne preferiscono farsi assistere da un’altra donna piuttosto che da un marito patologicamente ansioso. Insomma, un padre che prevede chissà quale grave complicazione per il parto della moglie, finisce per generare in lei paure e maggiori sofferenze rappresentate dal parto stesso, situazione questa che veniva “aggravata” nelle situazioni in cui il compagno lasciava trapelare durante l’intervento le sue ansie attraverso smorfie e gesti di paura. Dobbiamo concludere allora che il compagno non debba assistere al parto della donna? No, sicuramente, ma se si immagina il comportamento del futuro padre interessato da forme di ansia spesso maligna, lui stesso dovrà essere preparato al meglio,anche col supporto degli esperti, per essere pronto ad assistere al parto della moglie.