Parto: più gemelli con l’inseminazione

Parto: più gemelli con l’inseminazione

Il parto gemellare è in aumento nei casi di fecondazione artificiale, questo fenomeno determina una inversione del trend, che in natura tende a privilegiare le gravidanze con feconazione di un singolo ovulo

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    Gemelli

    Gemelli e gravidanze multiple, un fenomeno che, in natura, è meno diffuso in Europa che nei paesi del sud del mondo, come specialmente l’Africa, mentre la media mondiale dei parti gemellari è del 3% secondo gli ultimi dati che si estraggono dal Registro Mondiale (Icmart) e dal Registro Europeo (Eim) – Registro Statunitense (Asrm). Di questi una piccola parte è plurigemellare (1). Il fenomeno però si sta rimpopolando anche nei paesi europei, e il motivo princilpale di una incidenza alta di gemelli e di parti plurigemellari è data dalla fecondazione assistita, che vede un aumento costante del numero di parti gemellari che si assesta attualmente sul 27% circa del totale degli assistiti, con una percentuale che oscilla dagli 8-14% di parti plurigemellari da 3 bambini o più.

    Solo in un terzo dei casi i gemelli sono omozigoti, cioè sono frutto della fecondazione di un singolo ovulo che, divisosi prematuramente, consente la nascita di due bambini quasi identici. Nella rimanente parte dei casi si tratta invece di bambini frutto di una fecondazione eterozigote, per cui i bambini nati non sono necessariamente uguali, spesso la somiglianza è minima, determinata dalle leggi della genetica, esattamente come avviene per i fratelli nati in momenti diversi, ma in questo caso le differenze possono anche essere costituzionali perché durante la gravidanza la crescita dei feti non è pari per ogni feto, per cui vi è sempre un feto che si sviluppa di più rispetto agi altri e questo determina delle differenza sostanziali che si notano durante tutto il periodo di sviluppo del feto.

    I parti gemellari eterozigoti sono sostanziale frutto di ovulazioni multiple da parte della donna: il fenomeno è dovuto principalmente a una predisposizione genetica della madre, per cui quando in famiglia esistono precedenti parti gemellari è probabile che ve ne saranno altri nelle generazioni successive.

    Ogni feto può avere una molteplicità di casistiche nel suo concepimento e nel suo sviluppo, quando si parla di gemelli. Un concepimento gemellare eterozigota origina la formazione di due diversi sacchi e due diverse placente; un concepimento omozigota invece determina una gravidanza diversa a seconda del momento in cui avviene la divizione: prima evviene la divisione del feto e più i due feti avranno distinte funzioni. Se la divisione è estremamente precoce e avviene entro i 4 giorni il sacco e la placenta daranno divisi, per una divisione del feto tra i 5 e gli 8 giorni invece ci saranno due sacchi e una sola placenta, nella divisione tra i 12 e i 13 giorni saranno comuni sia sacco che placenta, se la divisione avviene dal 14 giorno i due gemelli saranno siamesi.

    La gravidanza gemellare comporta dei grossi rischi, sia per il feto che per la mamma, per cui è bene che, una volta determinata la esistenza del caso, si proceda con la prassi per cui è da ritenersi alta la incidenza dei fattori esterni sulla salute della donna gravida. La pericolosità aumenta con l’aumentare del numero delle placente.

    Aumentano le percentuali di rischio per malformazioni, rottura di uno dei sacchi, disturbi alla crescita di uno o tutti i feti, parto prematuro, emorragia post-parto, diabete, ipertensione, problemi nella nutrizione del feto e nel suo sviluppo.

    La gravidanza multipla è un fenomeno, come dicevamo prima, strettamente legato al numero di fecondazioni artificiali che ha successo in una determinata regione, per cui il suo aumento determina delle necessità che in passato non erano così sentite, per questo il fenomeno delle gravidanze gemellari e delle gravidanze plurigemellari rischiede attualmente degli sforzi in termini di assistenza, che sono molto alti, in fatto di monitoraggio e di sicurezza della gestante.

    Affrontare una gravidanza gemellare richiede un numero di controlli clinici e ostetrici più frequenti che non nelle gravidanze normali, mentre il parto comporta delle necessità che non si presentano nei parti normali. Per non incorrere in un rischio troppo alto, nei casi dei parti gemellari, si consiglia una parto anticipato, evitando lo sviluppo completo del feto, in modo da agevolare la madre nel parto e da ridurre il rischio di mortalità del feto e di complicazioni durante il parto, anche nei casi in cui sia praticato il parto cesareo.

    1. Annapia Ferraretti, Maria Cristina Magli, Arianna D’Angelo – Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione (Sismer) di Bologna; Registro Europeo sui Concepimenti Assistiti dell’Eshre

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