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Parto: meglio in casa o in ospedale?

Parto: meglio in casa o in ospedale?

Sicuramente non v’erano scelte diverse da attuarsi al punto che quando una donna moriva in casa per le conseguenze del parto o se il bambino non riusciva a nascere sano o a sopravvivere al parto o, ancora, riportava danni irreversibili era tutto considerato un fatto ineluttabile e nulla più

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    bambino neonato

    Intere generazioni sono nate in casa senza alcun problema, ad esempio, fino agli sessanta si è continuato a preferire la casa all’ospedale o alla clinica e tutto andava bene. Ma andava davvero bene o lo si faceva perché soprattutto nella società contadina di un tempo oltre alla mammana non v’erano vere e proprie alternative? E se succedeva qualche complicazione come ci si comportava?

    Sicuramente non v’erano scelte diverse da attuarsi al punto che quando una donna moriva in casa per le conseguenze del parto o se il bambino non riusciva a nascere sano o a sopravvivere al parto o, ancora, riportava danni irreversibili era tutto considerato un fatto ineluttabile e nulla più.

    Con il progresso della scienza medica si è invece preferito partorire in ambienti sanitariamente attrezzati che garantiscano al meglio mamma e proprio figlio. Tuttavia qualcuno invoca un ritorno alle origini anche in questo senso ed in effetti lo Studio TNO Institute for Applied Scientific Research che ha esaminato 530 mila nascite avvenute in Olanda, laddove si preferisce in larga misura il parto in casa dimostra che quest’ultima soluzione non presenta troppe differenze in ordine ai rischi corsi rispetto al parto in ospedale, purchè, avvertono gli esperti, il parto e la gravidanza stessa non presentino problemi particolari.

    Sarà, ma la realtà olandese forse mostra una situazione diversa dalle nostre metropoli dove in caso di emergenza è difficile districarsi a causa del traffico veicolare, dove gli standard di assistenza domiciliari forse non sono all’altezza di quelli olandesi, dove probabilmente la cultura del parto in casa è solo un retaggio dei nostri nonni e noi non vogliamo più guardare al passato.

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