Parto: in crescita le nascite premature

Parto: in crescita le nascite premature

Troppi bambini nascono prematuramente in Italia, anzi, il fenomeno è in crescita: le Istituzioni hanno creato un comitato che dovrà migliorare la rete assistenziale neonatale

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    Troppi parti pretermine

    Il 6,5% dei bambini italiani nasce prematuro, cioè vede la luce prima della trentasettesima settimana di gestazione. Oggi le cure neonatali sono molto migliorate, ma la nascita pretermine continua a rappresentare la prima causa di mortalità infantile a livello mondiale. E il fenomeno è in crescita.

    L’età sempre più avanzata in cui una donna diventa madre per la prima volta e la maggiore diffusione delle tecniche di procreazione assistita, infatti, sembrano essere motivo dell’incremento, negli ultimi 5 anni, dei parti prematuri. Ma bisogna fare qualcosa, perché oltre alla mortalità, una nascita pretermine lascia in eredità ai piccoli prematuri un maggior rischio di complicanze, come patologie respiratorie, problemi motori, disturbi dell’apprendimento.

    Allo scopo negli scorsi giorni si è tenuto a Roma il convegno ‘La prematurità in Italia: quali possibili azioni?’. Dall’incontro è emersa chiara la necessità di nuove misure d’azione: “Per poter affrontare al meglio la situazione italiana è necessario definire strategie comuni e alleanze trasversali, a livello nazionale e internazionale, funzionali allo svolgimento del percorso istituzionale. Un primo esempio in tale direzione è la creazione dell’advisory board’” spiega Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e sanità del Senato.

    L’advisoory board è un comitato consultivo costituito da esperti allo scopo di dialogare con le autorità per definire provvedimenti di tutela, migliorando la rete assistenziale esistente: attualmente, per gestire le nascite premature, esistono Unità di terapia intensiva neonatale (in 116 ospedali) e Unità operative di neonatologia (in 198 strutture ospedaliere), ma i neonatologi puntano a eliminare le unità dove nascono meno di 1500-2000 bimbi l’anno, per poter concentrare in centri di eccellenza il personale sanitario qualificato.

    Prossimo appuntamento a dicembre, quando l’advisory board presenterà la Carta dei diritti dei bambini prematuri, un documento ufficiale che avrà l’obiettivo di definire con precisione il quadro del fenomeno in Italia.

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