Parto: in casa è uguale che in ospedale

Parto: in casa è uguale che in ospedale

Ad asserirlo sono scienziati olandesi di chiara fama del TNO Institute, partorire in casa è sicuro come farlo in ambiente sanitariamente attrezzato, ospedali o case di cura

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    Strana a volte la scienza medica, per decenni ha quasi “ terrorizzato “ le donne sulla necessità quasi assoluta di partorire in ospedale o Casa di cura, ambienti ovvero attrezzati sanitariamente per fronteggiare ogni eventuale evenienza ed oggi, la Comunità scientifica, ovvero, parte della Comunità esordisce asserendo, col solito piglio, che a partorire in casa si corre lo stesso rischio che si correrebbe qualora lo si facesse in ospedale.

    D’altro canto ad asserirlo sono scienziati olandesi di chiara fama del TNO Institute (i Paesi Bassi vantano il più alto numero di nascite a casa), secondo il quale scandagliando i risultati di uno studio effettuato su 530 mila bambini nati, come si evince dalla lettura della rivista scientifica Bjog, si sarebbe palesata l’insusistenza dei rischi per mamma e figlio qualora il parto si svolga in casa o in ospedale, come ben ci indica la conclusione cui è giunto il gruppo di ricerca capitanato da Simone Buitendijk, latore dell’inchiesta.

    “Abbiamo concluso che il rischio di complicanze è praticamente lo stesso per una donna che inizia il travaglio in casa col supporto di un’ostetrica e per una che lo fa in ospedale sempre con un’ostetrica”, né serve sapere, a supporto delle conclusioni dei ricercatori, che quelle donne che in ospedale poi c’erano finite ugualmente per subentrate complicazioni, secondo il parere dei ricercatori, negli appositi reparti attrezzati ci sarebbero ugualmente finiti anche se avessero iniziato il loro travaglio in ambiente ospedaliero.

    A questo punto sarebbe utile sapere cosa accade da noi in Italia; nel nostro Paese il numero dei parti in casa, nel corso di mezzo secolo si è assottigliato al punto da non disporre nemmeno di un osservatorio preciso in grado di quantizzare il fenomeno; tanti i motivi, molti intuibili, non ultimo i costi elevati, dai due ai tremila euro.

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