Parto: dire basta al dolore con la Parto analgesia

Parto: dire basta al dolore con la Parto analgesia

La tecnica per dire basta ai dolori da parto esiste e si chiama ” parto analgesia ” che consiste nella somministrazione durante il travaglio e prima che ciò inizi, di analgesici vari a dosaggi diversi tali da non arrecare danno al bambino, alle donne e tanto meno alle fasi del parto

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    Donna tu partorirai con dolore….. ammoniva Dio all’indirizzo di Eva per via dell’originale peccato commesso insieme ad Adamo; ma senza neanche attendere l’“ indulto “…. tale ” condanna ” potrebbe essere del tutto amnistiata alla donna per troppo tempo costretta a pensare al parto come ad un evento felicissimo per un verso e terrificante dall’altro per via delle troppo spesso indicibili sofferenze nella totale indifferenza di medici e parenti in attesa dell’evento.

    La tecnica per dire basta ai dolori da parto esiste e si chiama “ parto analgesia “ che consiste nella somministrazione durante il travaglio e prima che ciò inizi, di analgesici vari a dosaggi diversi tali da non arrecare danno al bambino, alle donne e tanto meno alle fasi del parto.

    Ad essere fermamente convinto di questa innovativa tecnica è il professore Marco Vignoli, coordinatore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù e direttore della Clinica Mangiagalli di Milano.

    Partorire senza dolore non solo si può ma si deve, ha detto il professore Vignoli, la tecnica applicata è quella dell’intervento con anestesia epidurale, ovvero con inoculazione di sostanze anestetiche a livello dell’ultima parte della colonna vertebrale che consente di eliminare il dolore proprio nella parte inferiore del corpo. E’ bene precisare che l’attenuazione del dolore non è assoluta perché alla partoriente viene lasciata una determinata sensibilità, quasi un leggero fastidio, in modo da poter collaborare con gli ostetrici” .

    A questo punto si tratta di capire che rischio corra la donna nel sottoporsi a tale metodica; secondo il professore Vignali, se l’intervento è condotto in maniera ineccepibile, non esistono rischi ma non tutte le donne possono tuttavia sottoporsi a tale tecnica. Difatti restano fuori quelle donne che soffrano di problematiche annesse alla coagulazione del sangue o che siano affette da alterazioni alla colonna vertebrale o da obesità in forma severa. Ecco perché l’eventuale volontà di seguire la parto analgesia dovrà essere concordata col proprio ginecologo abbondantemente prima dell’approssimarsi del parto.


    Eppure vige ancora una antica convinzione anche da parte di molte donne che il dolore da parto sia non solo un fatto ineluttabile ma addirittura utile al parto stesso, una convinzione questa che trae origine dalla antica visione della donna da parte della Chiesa nonostante l’ 8 gennaio 1956 Papa Pio XII, nel suo “discorso ai ginecologi”, giudicò “moralmente ammissibile” il parto indolore, chiudendo una polemica nata nell’800 per l’avversione della Chiesa nei confronti dell’anestesia nella gravidanza.

    Tornando alla parto analgesia c’è da ricordare che gli effetti indesiderati della metodica sono pochi e facilmente gestibili perché di piccola entità, tanto da ascriversi a quegli stessi effetti indotti da una lieve anestesia. Si possono a volte verificare sintomi quali nausea di grado lieve, in qualche caso vomito, lieve abbassamento della pressione arteriosa, raramente mal di testa. Da dire che eventuali sintomi si producono nelle prime fasi della metodica in cui è molto semplice per il medico intervenire eliminandoli sul nascere. Da ricordare a tutti coloro che credono che partorire senza dolore equivalga allo snaturamento del parto, il professore Vignali ricorda, “ che la forza espulsiva dell’utero rimane intatta permettendo un parto del tutto naturale, non doloroso, ma meno faticoso “.

    Fonte: supplemento Sicilia-Medicina

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