Parto cesareo: l’indicazione è sempre utile?

Parto cesareo: l’indicazione è sempre utile?

Da evento motivato da precise indicazioni cliniche, il parto cesareo ha di fatto in parte sostituito il parto naturale; si tratta di capire se ciò sia avvenuto per precise e inscindibili indicazioni terapeutiche o per convenienza pratica da parte di medici e pazienti

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    Parto cesareo

    Una volta quando una donna si accingeva a partorire la scelta del parto cesareo era motivata solo da fattori oggettivi tendenti a tutelare al meglio la salute di mamma e bambino, insomma, per scegliere l’opportunità di effettuare un cesareo dovevano sussistere determinate indicazioni cliniche che ogni caso richiedeva; ma è ancora così, oppure si ricorre al cesareo per soddisfare le esigenze organizzative della donna e degli stessi medici?

    L’evidenza di quanto stia avvenendo in America ed in Italia farebbe propendere per la seconda ipotesi, come dimostra uno studio effettuato su 13.258 pazienti che hanno subito un parto cesareo. Intanto si parte dall’evidenza di come in dieci anni si sia passati Oltreoceano dal 20,7 al 31% nella scelta di questi interventi chirurgici che nei soggetti che partoriscono per la seconda volta è ancora di più aumentato fino al 40%, il che significa oltre un milione e trecentomila nuovi parti cesarei.

    In Europa il trend è più o meno lo stesso, con un’Italia che fa da capolista nell’assecondare le volontà di medici e pazienti verso questa pratica che sta per diventare sempre più una consuetudine piuttosto che un’assoluta necessità. Basti pensare che in meno di cinquant’anni in Italia i parti cesarei si sono più che triplicati. Si tratta di capire se oltre al fatto di sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico rispetto al parto naturale, nella scelta debba contare anche un eventuale rischio per il nascituro e questo è stato l’oggetto della ricerca scientifica americana.


    Secondo i ricercatori americani la consuetudine di privilegiare l’intervento chirurgico anzicchè far venire alla luce il bambino con il parto naturale ha effetti sul nascituro dove si sarebbero evidenziati disturbi nei neonati venuti al mondo con il parto cesareo a livello respiratorio compresa tachipnea transitoria del neonato, così come gli stessi scienziati avrebbero anche osservato crisi ipoglicemiche e sepsi neonatali che avrebbero persino conclamato un aumento dei ricoveri in terapia intensiva della durata media di cinque giorni dei neonati aumentato di tre volte rispetto ai bambini nati con parto naturale.

    Gli autori insomma sottolineano l’accuratezza nell’individuare ed escludere i casi con indicazione per il parto prima delle 39 settimane e nell’assegnare l’età gestazionale, anche se ritengono che in qualche caso di sospetta compromissione fetale i medici potrebbero non aver indagato con i test prima del parto a termine.

    Fonte:NEJM 2009; 360:111-20

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