Parto: a New York non si partorisce più in casa

Parto: a New York non si partorisce più in casa

In parte riabilitato, in parte no, fatto sta che il parto in casa continua a fare notizia, stavolta tocca all'America dove si è visto che a partorire in casa sono sempre meno donne, il motivo

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    neonato

    Una volta il parto in casa rappresentava la norma, intere generazioni da sempre vennero al mondo con tale sistema, poi si indusse la donna al parto in strutture sanitariamente attrezzate, ospedali e case di cura ginecologiche e così, il parto in casa è divenuto una rarità, anche se certe scuole di pensiero l’hanno di fatto riabilitato.

    La notizia è però quella secondo la quale le donne abitanti nella città di New York non potranno più godere di tale prestazione nel loro domicilio e non perché sia entrato in vigore un’eventuale divieto in tal senso, semmai perchè le poche ostetriche che si dedicavano a questa pratica hanno smesso di prestare servizio a domicilio!

    A riferirlo è il quotidiano Guardian che ha citato l’accaduto rappresentato dal fatto che il St’s Vincent di Manhattan, all’avanguardia nel settore dell’ostetricia e della ginecologia. che di fatto formava le future ostetriche insegnando loro a prestare alle partorienti tutte le cure necessarie per effettuare il parto in casa, è andato in malora. “E’ davvero scioccante che in una città dove si può avere tutto a casa a qualsiasi ora del giorno, una persona non possa partorire con l’assistenza di una persona competente”, denuncia Elan McAllister, presidente dell’associazione CHoices in Childbirth. A New York erano 13 le ostetriche che praticavano parti in casa, nel quadro di un sistema introdotto nel 1992 che le obbligava ad essere autorizzate da un ospedale e a seguire continui aggiornamenti. Adesso saranno costrette ad abbandonare le proprie pazienti o ad operare illegalmente, spiega il giornale.


    Certo non si può certo dire oggi si ricorra in massa al parto entro le mura domestiche neanche in America, tutt’altro, basti pensare che negli States di parti in casa se ne contano meno dell’1% e a New York il dato è pure dimezzato. In Europa invece si assiste ad un dato abbastanza disomogeneo, in Olanda, per esempio, nascono in casa 30 bambini su cento ed in Italia, dove nel dopoguerra il numero di parti in casa era quasi la totalità, ora si assiste ad una percentuale risicatissima, lo 0,4% .

    Il parto in casa, al di là delle cifre, non va criminalizzato sicuramente, ma non può essere proposto come la soluzione ideale e, comunque è sconsigliato in presenza di malattie di cui la donna soffra, pensiamo all’ipertensione arteriosa, o quando sono palesi, vista la posizione del feto, eventuali ostacoli al parto stesso; al punto che, a decidere se nascere in casa o in ambiente sanitariamente attrezzato dovrebbe essere il ginecologo di fiducia.

    Da ricordare che nascere in casa, laddove non sia una spesa a carico del S.S.N, ha un costo, mediamente 2.000 euro e nella stessa somma dovranno essere comprese anche eventuali necessità che possano comportare il trasferimento d’urgenza di mamma e figlio presso l’ospedale più vicino.

    Fonte articolo e foto:Tiscali

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