Parti cesarei: ancora troppi nel mondo

Parti cesarei: ancora troppi nel mondo

Sono molti i motivi che spingono medici e pazienti a ricorrere al parto cesareo, da parte delle pazienti c’è l’idea che solo con il cesareo si possa programmare il parto essendo sicure di trovare il proprio medico in servizio pronto ad accoglierli

da in Gravidanza, Parto Cesareo, Salute Donna
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    Troppi i parti cesarei praticati non solo in Italia, ma in larga parte del mondo, si pensi che su centomila parti avvenuti in nove Paesi asiatici fra il 2007 ed il 2008, ben 27 su cento sono stati cesarei e solo l’America Latina registra una flessione di questa tendenza moderna.

    L’Italia non è da meno nel ricorrere al parto cesareo, si pensi che su cento parti in Italia ben 38 sono cesarei che nel confronto con il resto d’Europa non ha eguali, in Francia sono 20 su cento ed in Inghilterra 23 .

    Sono molti i motivi che spingono medici e pazienti a ricorrere al parto cesareo, da parte delle pazienti c’è l’idea che solo con il cesareo si possa programmare il parto essendo sicure di trovare il proprio medico in servizio pronto ad accoglierli; ma ci si rende di contro poco conto che il parto cesareo non è esente da rischi, visto che sempre di intervento chirurgico si parla. Il risultato è che 27 parti cesarei su cento sono tali per scelta della paziente, nonostante non vi fosse alcun bisogno di ricorrervi.

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il parto cesareo non è privo di rischi sia per la salute della madre che per il rischio anche di mortalità che tale metodica in qualche caso può comportare ; ciò, ovviamente, quando non vi sia alcuna indicazione clinica che faccia propendere per tale intervento chirurgico.

    “Dall’inchiesta emerge un segnale di allarme lanciato da chi opera in prima linea e avverte la mancanza di medici preparati, il basso numero di ginecologi di turno e lo scarso accesso all’epidurale” spiega Vittori, e propone soluzioni: “Per il 35% degli intervistati la situazione potrebbe normalizzarsi se ci fossero meno pressioni di tipo medico-legale, per il 24% è necessario un investimento nella formazione professionale, per il 19% serve la presenza di un’anestesista dedicato (oggi c’è solo nel 34% dei punti nascita) e il 16% chiede una migliore informazione per le donne”.
    Fonti
    Lancet. 2010 Jan 11
    Comunicato stampa Sigo

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