Parkinson: lo studio che darà una svolta alla patologia

Parkinson: lo studio che darà una svolta alla patologia

A breve inizierà uno studio internazionale che coinvolgerà Centri europei (compresa l’Italia) e statunitensi con il fine di identificare i biomarcatori utili per un possibile trattamento contro il Parkinson

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    parkinson lo studio che darà una svolta alla patologia

    Il Parkinson è una tra le patologie neurologiche più studiate, ancora in attesa di una terapia specifica in grado di contrastarla. Molti gruppi di studio hanno e stanno, tuttora, conducendo molte ricerche per poter creare un trattamento diretto e conclusivo per poter aiutare le tantissime persone che ne sono affette. Sta per iniziare un progetto che vedrà coinvolti numerosi centri sia europei che statunitensi. Il fine di questa ricerca internazionale è quello di identificare dei biomarcatori, ossia sostanze associabili al rischio e alla progressione della malattia. Trovare questi biomarcatori è indispensabile per poter creare una terapia specifica per poter rallentare o arrestare del tutto il Parkinson. Per questo motivo si spera e si crede molto in questo studio, che sarà possibile grazie ad un finanziamento molto oneroso di circa 40 milioni di dollari.

    Lo studio americano

    studio americano parkinsonLo studio, il Parkinson’s Progression Markers Initiative (Ppmi), sarà condotto da 18 centri presenti sia negli Stati Uniti che in Europa (compresa l’Italia), e coordinato dal dottor Kenneth L, Marek, Md, Presidente e Senior Scientist dell’Istituto per le Malattie Neurodegenerative di New Haven (Connecticut, Usa). Il progetto durerà circa 5 anni e per essere possibile ha ricevuto un finanziamento pari a 40 milioni di dollari dalla Michael J.Fox Foundation (ricordiamo che Michael J.Fox è un famoso attore del cinema affetto da Parkinson). La ricerca coinvolgerà 600 volontari, che in questo periodo si stanno reclutando da 6 centri e che finiranno di essere reclutati entro la fine dell’anno. Di questi 600, circa 400 sono pazienti affetti dalla patologia.

    In cosa consisterà la ricerca? Sicuramente non saranno testati farmaci sperimentali, ma saranno eseguite delle osservazioni: i volontari daranno ai ricercatori più dati possibili e campioni biologici, che li aiuteranno a identificare i biomarcatori. Gli studiosi sono molto soddisfatti di questa possibile ricerca che sicuramente sarà la svolta per una possibile cura per il Parkinson.

    Il Centro italiano che parteciperà allo studio

    centro italiano parteciperà allo studioIl Centro per le malattie neurodegenerative (Cemand) dell’Università di Salerno, guidato dal dottor Paolo Barone, responsabile del Centro Parkinson della regione Campania e a capo del progetto Cemand, sarà impegnato nello studio Ppmi. Anche l’Italia potrà avere un ruolo importante nella scoperta di una possibile cura per il Parkinson. Inoltre questa ricerca sarà anche “open source”, ossia tutti i dati che usciranno fuori dalle analisi saranno a disposizioni di altri ricercatori, esterni allo studio, ma che vorranno dare il loro contributo e magari un aiuto valido per sviluppare i risultati. Ci si aspetta veramente tanto da questo studio internazionale, soprattutto, per l’urgenza di trovare una terapia adatta, data la diffusione della malattia (solo in Italia colpisce circa 200.000 persone), ma anche da un punto di vista economico, dato che per introdurre una nuova terapia nel mercato, per quanto riguarda il sistema nervoso centrale, ci vogliono investimenti oltre 1 milardo di dollari.

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