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Parkinson: cresce l’incidenza tra i giovani under 40

Parkinson: cresce l’incidenza tra i giovani under 40

Il Parkinson, una malattia del sistema nervoso centrale, la cui età media di insorgenza sembra ridursi progressivamente, è al centro, oggi e domani, di un convegno di formazione e riflessione

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    Parkinson, cresce la diffusione tra i giovani

    Il morbo di Parkinson è una malattia grave, degenerativa, dagli esiti e dai profili preoccupanti: il dato meno incoraggiante riguarda la sua diffusione e la sua percentuale di incidenza. Infatti, il Parkinson sembra assumere i contorni di una patologia sempre più giovane, l’età media di insorgenza si abbassa e il numero dei malati, tra gli under 40, aumenta.

    Parkinson, un disturbo sempre più “giovane”, i numeri parlano chiaro: l’età media si attesta intorno ai 55 anni, ma il tasso di incidenza e di diffusione tra gli under 40 è in netta crescita. Solo in Italia, sono circa 250 mila le persone che soffrono di questa patologia e 10 mila sono giovani, con meno di 40 anni.

    La malattia, la sua diffusione, la prevenzione, la diagnosi precoce e le sue prospettive terapeutiche: ecco i temi al centro del dibattito tra gli specialisti, che anima, oggi e domani, il convegno “Pianeta Parkinson”, presso il Presidio di Riabilitazione di Alta Specialità della ASL di Brindisi “Fondazione San Raffaele” di Ceglie Messapica.

    Una patologia che colpisce il sistema nervoso centrale, innescando il processo di degenerazione di alcuni neuroni: “paralisi agitante” è la definizione data alla malattia dal chirurgo londinese che, nel 1817, per primo la descrisse, identificandone i due sintomi principali, il rallentamento motorio generale e il tremore, e che le diede il nome.

    “Parkinson descrisse solo alcuni dei sintomi cardinali della malattia di cui è l’eponimo. Il tremore, sovente sintomo d’esordio, e la lentezza dei movimenti si affiancano infatti a disturbi del cammino, a rigidità, a disturbi posturali e di equilibrio e ad altri sintomi non motori che compromettono inevitabilmente la qualità di vita di chi ne è affetto” ha spiegato il direttore medico della Fondazione San Raffaele e responsabile scientifico dell’evento, Fabio Colonna.

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