Parassitosi Intestinali: quei fastidiosissimi ospiti dentro di noi

Parassitosi Intestinali: quei fastidiosissimi ospiti dentro di noi

Proprio in Europa, le parassitosi intestinali sono in costante aumento

da in Malattie, Parassitosi-intestinale

    Le parassitosi intestinali sono più diffusi di quanto si creda

    Si chiamano ossiuri e sono i più piccoli, ma esiste anche la tenia, che è molto più grande, parliamo dei parassiti intestinali, “ospiti”, indesiderabilissimi che, nonostante le norme igieniche che adottiamo tutti i giorni, rischiano di venirne in contatto con noi.

    I bambini sono i soggetti più esposti e, non a caso, vista la possibilità di infestarsi a scuola o all’asilo, tanto che, su dieci ragazzi in età scolare o prescolare, ben sette si infestano e da qui, il passo è breve per trasmettere i parassiti a tutta la famiglia, chiaramente, adulti compresi.

    Anche i medici hanno perso un po’ l’abitudine a pensare ai parassiti intestinali in concomitanza con una certa sintomatologia espressa dai propri pazienti, anche perché, spesso, la presenza dei parassiti intestinali può essere del tutto asintomatica o espressa in tutta una serie di sintomi generici e, spesso, confusi, col rischio di convivere, anche per lungo tempo, con questi ospiti, soprattutto coi più piccoli ossiuri, eppure, secondo dati recenti, proprio in Europa, il numero di soggetti che si ammala di parassitosi è in costante aumento.

    Da segnalare che le famiglie di parassiti intestinali, oltre a quelle citate, si compone di altre specie, quali, gli ascaridi e la giarda.

    La trasmissione è oro-fecale e avviene per il fatto che il bambino, infastidito dal prurito, porta le mani al sedere, grattandosi, per poi toccare oggetti, condivisi anche da altri bambini che sono soliti mettere, data l’età, mani e tutto ciò che capita loro a tiro, in bocca, ingoiando, così, immancabilmente le uova che, a livello intestinale si schiudono, dando vita alla parassitosi vera e propria.

    Generalmente gli adulti si infestano per “colpa” dei propri figli che utilizzano gli stessi asciugamani dei grandi, che toccano le lenzuola del loro letto, disperdendo uova, qua e là che, involontariamente si finisce per ingoiare.

    Per quanto riguarda, invece, tenia e ascaridi, l’assunzione avviene ingerendo carne mal cotta, verdure e frutta cruda, non lavata adeguatamente . Una volta nell’intestino, i parassiti, oltre a “sfruttarci”, nutrendosi con ciò che assimiliamo noi col cibo, infiammano a loro volta l’intestino, producendo tutta una serie di fastidi quali il mal di pancia, il meteorismo, la diarrea, come è comprensibile, spesso ascrivibili ad altre patologie, così come altri organi possono essere interessati dalla condizione al punto da sviluppare eczemi, in distretti diversi, da soggetto a soggetto, ma anche irrequietezza e irritabilità nei comportamenti.

    Due sintomi importanti potrebbero indirizzarci verso la possibilità di una infestazione intestinale. Il primo, il prurito in sede, soprattutto di notte, considerato che la femmina del parassita va a deporre le uova in sede anale e questo è il caso degli ossiuri. Il secondo sintomo, riguarda, invece, gli ascaridi è può manifestarsi con tosse secca senza sosta, poiché quando il parassita migra fuori dall’intestino, può disperdere le larve in altri organi, polmoni compresi.

    Diagnosi
    Per diagnosticare l’eventuale presenza di parassiti intestinali si ricorre all’esame delle feci, eseguito, generalmente, per tre giorni consecutivi e seguito da eventuali esami ematochimici prescritti a giudizio del medico. Oltre a questo, esiste la possibilità anche di essere certi della presenza delle uova del parassita applicando in sede anale un particolare scoth, fornito dall’analista che, tenuto per circa un’ora, è in grado di mostrare l’eventuale positività o meno dell’esame.

    Terapia
    La terapia per le parassitosi si avvale di particolari disinfettanti intestinali, eventualmente seguiti da altri presidi, somministrati su consiglio medico, al fine di risolvere eventuali sintomi o affezioni conseguenti la parassitosi stessa. A tale terapia il medico consiglia di sottoporre l’intero nucleo familiare, così come, si suggerisce anche di sterilizzare la biancheria di tutta la famiglia mediante lavaggi a 90° con detersivi, meglio se disinfettanti. Alla stessa pulizia straordinaria andranno sottoposti gli ambienti e, se possibile, gli oggetti maggiormente maneggiati dai bambini, ricordando che, tuttavia, il rischio di reinnestarsi non è infrequente.

    Per quanto riguarda l’alimentazione, al fine di prevenire un’eventuale parassitosi, soprattutto di tenia, si raccomandano le elementari norme igieniche, a volte, disattese. Dunque, no, a carne cruda, no, a verdura e frutta cruda se non correttamente lavata, così come bisognerà astenersi dall’utilizzo di ghiaccio, quando se ne sconosce la provenienza e si dovrà ricorrere solo all’acqua minerale imbottigliata, quando ci si trova in località in cui non si è certi della potabilità dell’acqua, fatto questo che mette al riparo anche da più gravi patologie a carico dell’apparato gastrointestinale.

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