Paranoia: sintomi, cause e cure

Conosciamo meglio la paranoia, una condizione in cui una persona si ritiene vittima di persecuzioni maturando ansia e apprensione, paura e angoscia. In generale la paranoia comporta una tendenza a non fidarsi dell’altro e si manifesta sotto forma di delirio.

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    Paranoia sintomi, cause e cure

    Il termine “paranoia” indica, nella sua forma più generale, un sistema d’idee o convinzioni che si discostano dalla realtà, così come viene comunemente percepita. Nel suo significato comune si riferisce a preoccupazioni che diventano pensieri fissi che creano ansia e fanno da sfondo alla tela dei propri vissuti quotidiani (“sono in paranoia”). Abbiamo chiesto alla dr.ssa Patrizia Niddomi, specialista in psicologia, di darci qualche consiglio, per affrontare al meglio il disturbo.

    Cosa è la paranoia?

    Nel suo significato psichiatrico, la paranoia è una forma di malattia mentale caratterizzata dalla credenza che qualcosa che esiste solo dentro di noi possa essere la realtà oggettiva e che è basata su temi di persecuzione (“tutti ce l’hanno con me” “lo sapevo, tanto a me va tutto male”), di grandezza (“io sono così tanto importante o intelligente o bravo o competente che vengo escluso o minacciato per questo”) o di gelosia (tendenza a rapporti esclusivi, vissuti di possesso e convinzione di essere traditi, con reazioni di gelosia eccessiva).

    La persona paranoica convive con la convinzione di essere perseguitata o umiliata o di essere costantemente oggetto di minaccia (subita da persone, ambienti o anche dal destino o dalla sfortuna) e questi vissuti si manifestano con idee quali l’essere spiati o pedinati, essere vittime di complotti o avvelenamenti, essere derisi o volutamente esclusi; ciò crea una tendenza a non fidarsi mai delle persone sino ad averne paura, ad avere un atteggiamento pervasivo di sospetto e a vivere in uno stato di allerta costante.

    Quali sono i segni di paranoia?

    Questi soggetti possono essere riconosciuti da due importanti difficoltà che manifestano nelle relazioni con gli altri:

    • l’incapacità di confrontarsi col mondo dell’altro e di distinguere il proprio punto di vista da quello dell’altro portano a porsi nelle discussioni in modo rigido, manifestando di non capire che l’altro non sta finalizzando la sua posizione alla squalifica o alla disapprovazione, ma sta semplicemente esprimendo una opinione diversa;
    • l’incapacità di distinguere che esiste un mondo interno (che riguarda tutta la sfera della soggettività, le proprie emozioni, le proprie idee) e un mondo esterno (quello condivisibile socialmente attraverso le cosiddette convenzioni sociali e che è definito realtà obiettiva) conduce il paranoico a considerare ciò che sente e che prova come realtà oggettiva e inconfutabile.

    Inoltre, spiccano nel carattere permalosità, gelosia e sfiducia anche in assenza di motivazioni condivisibili. Nelle relazioni il paranoico instaura un meccanismo ripetitivo e confermatorio, perché queste peculiari modalità di interazione incoraggiano le persone che vi entrano in contatto a vivere sentimenti di antipatia e a mettere in atto atteggiamenti di disaccordo, esclusione e allontanamento, alimentando in lui la convinzione di non essere capito o apprezzato, di essere minacciato o escluso e confermando esattamente l’atteggiamento paranoide alla vita.

    Altra peculiarità sta nella scarsa capacità di auto-osservarsi pertanto questi atteggiamenti vengono vissuti e definiti “strani” dalle persone circostanti ma non riconosciuti come tali dalla persona paranoica.

    Qual è il carattere del soggetto paranoico?

    Il paranoico risulta a chi l’osserva un carattere cauto, guardingo, privo di sentimenti, freddo e sfuggente e molto spesso viene definito dagli altri come permaloso, polemico, ostinato e sempre pronto a difendersi attaccando quando si sente criticato, a volte anche con modalità di carattere sprezzante e provocatorio in risposta a ciò che viene percepito come derisione; si esprime molto spesso con frasi del tipo “non si può mai stare tranquilli”, “appena abbassi la guardia c’è qualcuno pronto a fregarti”, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

    Quali sono le sensazioni e i sentimenti provati dal soggetto paranoico?

    Le emozioni prevalenti in questo disturbo possono essere diverse a seconda delle sfumature dei sintomi e quindi portare a comportamenti differenti, ad esempio se la convinzione prevalente è quella di essere vittima di un mondo “che non mi capisce” (quindi ostile, minaccioso, umiliante) l’emozione prevalente sarà la rabbia che potrà manifestarsi sotto forma di risentimento e irritazione pertanto il comportamento derivante sarà aggressivo (anche solo verbalmente con offese, squalifiche o minacce); quando la convinzione prevalente è caratterizzata dal pensiero di essere escluso, non visto, non riconosciuto, non amato allora prevarranno tristezza e solitudine con vittimismo e comparirà la tendenza a ritirarsi e isolarsi da tutto il mondo circostante.

    In entrambi i casi, questo disturbo solitamente comporta importanti difficoltà in tutti i campi delle relazioni: coniugali, familiari, amicali, lavorativi portando il soggetto a essere sempre più isolato.

    Quali sono le cause del disturbo?

    Non sono conosciute universalmente le cause della paranoia e si pensa che possano essere concepite solo in una dimensione di complessità in cui giocano fattori di rischio quali una predisposizione individuale, il contesto familiare in cui il soggetto nasce e si sviluppa e le esperienze di vita.

    Alcune teorie focalizzano l’attenzione sui meccanismi intrapsichici che, relazionandosi con l’ambiente circostante, possono interrompere il sano sviluppo dell’individuo, altre evidenziano le fratture nello sviluppo cognitivo che possono sfociare in comportamenti paranoici.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr.ssa Patrizia Niddomi

    Psicoterapeuta