Parafarmacie: guerra col Ministero

Parafarmacie: guerra col Ministero

Ciò che rileva il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti è l’evidenza di come il nuovo ministro della Salute intenda agire nel totale disaccordo degli interessi della collettività, chiudendo il ricorso a nuove licenze e, nel tempo, facendo scomparire quelle già esistenti, dimenticando le 5

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    C’è guerra aperta nell’ambito delle parafarmacie, dopo tutti i limiti cui sono state sottoposti questi esercizi rispetto alle farmacie, cosa ancor più grave, si disattende del tutto la legge Bersani in fatto di liberalizzazioni, quelle che avevano permesso qualche anno fa l’apertura delle parafarmacie e l’allargamento alla vendita di farmaci non solo da banco.

    Adesso le cose sono cambiate, non solo non si rilasciano più licenze per l’apertura di parafarmacie, ma si contingentano quelle già presenti, prevedendo un punto vendita ogni 20 mila abitanti.

    La denuncia stavolta arriva ad opera del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, soprattutto a seguito del decreto Milleproroghe dove si sono imposti tali nuovi limiti alle parafarmacie. E critiche sono anche rivolte al neo ministro della Salute Ferruccio Fazio; “il neo Ministro è consigliato da troppi soggetti che hanno interesse a difendere posizioni di privilegio, ascolti con più attenzione coloro che hanno a cuore l’interesse generale e meno le corporazioni”, il riferimento è all’insediamento del tavolo sull’assistenza farmaceutica che dovrebbe discutere anche di riordino del servizio farmaceutico.

    Ciò che rileva il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti è l’evidenza di come il nuovo ministro della Salute intenda agire nel totale disaccordo degli interessi della collettività, chiudendo il ricorso a nuove licenze e, nel tempo, facendo scomparire quelle già esistenti, dimenticando le 5.000 famiglie che orbitano all’interno delle attività di parafarmacie e non solo, non rendendosi anche conto che così facendo si calpestano i diritti dei cittadini, intesi in questo caso come consumatori.


    Al Ministro consigliamo – conclude il MNLF – di occuparsi molto più attivamente di come si comportano le farmacie e dell’abitudine, tutta italica, di dare farmaci, anche pericolosi, senza la presentazione della ricetta medica in casi non urgenti. Consiglio che viene rivolto anche al Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini Farmacisti (FOFI) palesemente schierata a difesa del ruolo monopolistico delle farmacie.

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