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Papaya: e se non facesse alcun miracolo?

Papaya: e se non facesse alcun miracolo?

Chi non ricorda la papaya, soprattutto quando balzò agli onori della cronaca perché l’assunse Papa Giovanni Paolo II su indicazione del virologo Luc Montagnier che prese il premio Nobel per le sue ricerche sul virus dell’Aids che per’altro scoprì per primo

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Ultimo aggiornamento:

    Silvio Garattini

    Chi non ricorda la papaya, soprattutto quando balzò agli onori della cronaca perché l’assunse Papa Giovanni Paolo II su indicazione del virologo Luc Montagnier che prese il premio Nobel per le sue ricerche sul virus dell’Aids che per’altro scoprì per primo. Il Papa assunse gli estratti della papaia per curarsi del Morbo di Parkinson che lo afflisse fino all’ultimo istante della sua vita, ma non sembra avesse tratto grandi benefici dalla sostanza naturale…

    Tuttavia i fautori della Papaya non mancano di certo, anzi, sono più agguerriti che mai e insistono a spada tratta sulle virtù di questa sostanza riconoscendola un prodigioso antiossidante ed in grado di contrastare i radicali liberi che causano invecchiamento precoce, così come riconoscerebbero alla papaya un ruolo fondamentale contro gli stati di affaticamento psico-fisico e nel migliorare le difese immunitarie. Tornando al Papa, sarebbe dovuto essere l’integratore 100% a base di Papaya e per questo venduto a maggior prezzo rispetto agli altri integratori dove il principio attivo è più ridotto, che avrebbe le tanto sbandierate proprietà terapeutiche contro il Morbo di Alzheimer e Parkinson.

    Ma, indipendentemente dai risultati ottenuti o meno col Pontefice, una cosa è pur sempre vera, fino adesso mancano i risultati scientifici che attestino senza ombra di smentita l’efficacia del prodotto contro le patologie appena citate. Secondo Altroconsumo che ha curato un’inchiesta sulle supposte proprietà degli estratti di papaya venduti sotto forma di integratori, le ricerche sulla papaya fermentata sono davvero striminzite visto che nessuno studio accreditato li riporta e la sperimentazione fino adesso portata avanti riguarda appena sessanta persone, le uniche che si sarebbero sottoposte agli esperimenti.

    Cosa ne pensa della Papaya il farmacologo Silvio Garattini

    L’illustre farmacologo Silvio Garattini ,di fama internazionale, ha un atteggiamento alquanto scettico sulla papaya, ribadendo anche lui l’assenza di una letteratura scientifica a favore della papaya stessa e addirittura parla di trovata pubblicitaria circa i benefici attribuiti alla sostanza e nè trova nulla di significativo riguardo agli effetti antiossidanti tanto reclamizzati, visto che gli studi in vitro non hanno significato clinico.

    Persino di fronte al fatto che il virologo Luc Montagnier avesse dato la Papaya al Papa e che questo avesse tratto benefici dalla sostanza, Garattini resta scettico quando asserisce che “ Montagnier ha diffuso l’idea che la papaya avesse fatto bene al Papa; si tratta di dati anedottici che non possono sostituire studi clinici controllati condotti con le moderne regole della farmacologia clinica “.

    Del resto la posizione di Silvio Garattini nei confronti di tutti gli integratori è nota… visto che lo studioso li considera l’edizione moderna dei vecchi ricostituenti non esistendo “ alcuna prova scientifica che indichi che assumere vitamine migliori la salute o eserciti un’azione preventiva sulle malattie” . E dunque il farmacologo auspica una maggiore sorveglianza su questa sostanza e maggiori informazioni al pubblico da parte delle Autorità sanitarie su questa e altre sostanza analoghe.

    Le altre indicazioni della papaya

    E le indicazioni sulla papaya si sciupano, se si pensa che c’è chi è arrivato a dire che il frutto si opponga all’invecchiamento della pelle e alla formazione delle rughe. E anche come digestivo la papaya mostra i propri limiti nonostante sia spacciata per questa ragione. Tale indicazione proverrebbe dal fatto che il frutto contiene un enzima digestivo ma che si reperta per lo più all’interno del frutto acerbo e ritrovarlo nei preparati commerciali con la formulazione utile per esplicare un’azione terapeutica, è abbastanza arduo.

    In ultimo c’è chi è arrivato a commercializzare integratori a base di papaya per dimagrire e qui, si che siamo nel mondo delle favole, ma forse più che di favole siamo nel mondo della pubblicità ingannevole, la stessa che ha denunciato l’Autorità Garante nel 2002 nei confronti di quelle aziende che commercializzavano prodotti a base di papaya pubblicizzate con le indicazioni appena viste e che ha consentito all’Ente di controllo della pubblicità di elevare una multa nei confronti di un’azienda che sosteneva che un prodotto a base di bromelina e papaya facesse dimagrire. Meglio dunque considerare la papaya alla stregua di tutta la frutta in generale e dunque con le stesse proprietà antiossidanti dei comuni prodotti ortofrutticoli che però si vendono al chilo e non a grammo come l’oro, come avviene con gli integratori a base di papaya!
    Fonte:Altroconsumo

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