Pap test: quando farlo, a cosa serve e come funziona

Il pap test è un esame di routine che serve a scoprire se sono presenti alterazioni nelle cellule del collo dell’utero. È consigliabile effettuarne uno almeno ogni 3 anni, per mettere in atto un’efficace prevenzione nei confronti del tumore al collo dell’utero. L’esecuzione del test è molto semplice ed indolore, e in base ai suoi risultati è possibile procedere successivamente ad indagini più approfondite.

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    pap test

    Il pap test è un esame che serve a scoprire se una donna è a rischio di sviluppare un tumore al collo dell’utero. Il suo nome originale, test di Papanicolaou, deriva dal medico Georgios Papanicolaou che per primo sperimentò questo esame sulle sue pazienti. Ad oggi, il pap test svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione di uno dei tumori più diffusi nella popolazione femminile. Questo esame di screening è praticamente indolore e viene effettuato in pochi minuti, per questo motivo ne viene consigliato almeno uno ogni 3 anni.

    A cosa serve?

    Il pap test viene effettuato di routine anche in donne sane, che non manifestano segni di una malattia in corso. Che cosa rivela il pap test? L’obiettivo è quello di prevenire che il cancro alla cervice uterina si sviluppi, scoprendo precocemente l’eventuale presenza di cellule anomale o di infezioni. Tra queste, la più pericolosa è quella provocata dall’HPV, ovvero il papilloma virus, la cui correlazione con il cancro al collo dell’utero è stata ampiamente dimostrata

    Come si effettua?

    Il pap test è un esame semplicissimo e indolore, che richiede pochi minuti. Solitamente viene effettuato nel corso di una normale visita ginecologica. Per eseguire l’esame, il medico inserisce lo speculum per dilatare la vagina, quindi effettua due prelievi di cellule epiteliali. Il primo, tramite una spatola di legno, avviene all’esterno del collo dell’utero (prelievo esocervicale). Il secondo invece, mediante una speciale spazzolina, avviene all’interno del canale cervicale (prelievo endocervicale).

    Il pap test è doloroso?

    Solitamente il pap test non fa male, anche se il prelievo può provocare un leggero fastidio in persone particolarmente sensibili. Per diminuire questa sensazione di disagio, è consigliabile rilassarsi e fare dei respiri profondi. Particolare dolore può essere invece avvertito se si esegue l’esame in presenza di un’infiammazione. In tal caso è consigliabile prima seguire una cura per risolvere il problema, e solo in seguito sottoporsi al test. Inoltre l’esame non ha alcun rischio, ad eccezione della possibilità del verificarsi di lievi sanguinamenti subito dopo l’esecuzione o nei giorni successivi.

    Preparazione al pap test

    Come occorre prepararsi per il pap test? Per evitare che i risultati vengano alterati, ci sono alcuni piccoli accorgimenti da seguire. Nei due giorni precedenti l’esame è necessario evitare l’utilizzo di particolari prodotti intimi quali deodoranti, creme spermicide o lavande. Per lo stesso lasso di tempo è inoltre è consigliabile astenersi dai rapporti sessuali. Infine bisogna evitare il periodo delle mestruazioni e i tre giorni seguenti alla fine del sanguinamento.

    Quando fare il pap test?

    Il pap test va effettuato a partire dal momento in cui si diventa sessualmente attive, o comunque dai 25 anni. Questo è quanto prevedono le linee guida internazionali, che solitamente non raccomandano il test prima dei 21 anni. L’esame viene eseguito anche in donne in gravidanza e in allattamento – ad eccezione del primo mese dopo il parto, a causa della presenza delle lochiazioni. Non ci sono controindicazioni per le donne ancora vergini, perché il test non può causare in alcun modo la rottura dell’imene. In questo caso, il medico dovrà essere avvertito in maniera da agire con maggiore delicatezza.

    Ogni quanto effettuarlo?

    Il pap test dovrebbe essere eseguito almeno una volta ogni 3 anni, nelle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Al di fuori di questa fascia di età il rischio di contrarre il cancro della cervice uterina, uno dei principali tumori dell’utero, è molto più basso, e quindi questo esame non rientra tra quelli raccomandati per la prevenzione. In particolare, per le donne sopra i 65 anni, il test non è più necessario a meno che non abbiano già avuto un tumore al collo dell’utero o non abbiano avuto esami positivi nel corso dei 5 anni precedenti.

    Risultati del pap test: negativo

    I risultati del pap test vengono consegnati solitamente dai 7 ai 10 giorni dopo l’esecuzione dell’esame. Se il risultato del pap test è negativo significa che il campione di cellule analizzato è normale. Ovvero non vi sono segni di infezione né di lesioni precancerose. L’esame può anche essere non valido. Questo avviene se la raccolta del campione non è stata eseguita correttamente, o se le cellule prevelate non sono in numero sufficiente. Altri fattori in grado di influenzare il risultato del test sono la presenza del ciclo mestruale durante il prelievo, l’uso di alcuni farmaci, la presenza di infezioni non curate, l’uso di prodotti particolari per l’igiene intima e l’aver avuto rapporti sessuali nelle ore precedenti l’esame.

    Risultati del pap test: positivo

    Se il risultato del pap test è positivo, il medico potrebbe decidere di procedere con ulteriori esami. Non bisogna preoccuparsi eccessivamente, perché un pap test positivo non è sinonimo di cancro al collo dell’utero. I risultati positivi vengono classificati in base allo stato delle cellule anomale. Ogni classificazione indica la probabilità di sviluppare un tumore alla cervice uterina o la sua eventuale presenza, e in che grado. In caso di test positivo, gli ulteriori controlli prevedono la ripetizione dell’esame, la colposcopia ed eventualmente la biopsia.

    RISULTATOSIGNIFICATO
    NegativoNessuna lesione intraepiteliale o neoplastica
    LSILLesione squamosa intraepiteliale di basso grado, comprendente HPV/displasia lieve, CIN1
    HSIL Lesione squamosa intraepiteliale di alto grado, comprendente displasia moderata e grave, carcinoma in situ, CIN2, CIN3
    AIS Cellule ghiandolari sospette per adenocarcinoma in-situ del collo dell’utero
    CarcinomaCellule di carcinoma squamoso
    ASC-USCellule squamose atipiche, non ulteriormente classificabili
    ASC-HCellule squamose atipiche, non si esclude una HSIL
    AGCCellule ghiandolari atipiche, specificando se endometriali, endocervicali, ghiandolari o non altrimenti specificate
    AdenocarcinomaAdenocarcinoma endocervicale, endometriale, extrauterino o non altrimenti specificato
    CTMCellule tumorali maligne non altrimenti specificabili

    Quanto costa?

    Il costo del pap test in un ospedale pubblico si aggira attorno ai 35€. Presso un medico privato invece il prezzo varia dai 30 ai 50€. Spesso l’esame viene effettuato in concomitanza della visita ginecologica: in questo caso, sempre privatamente, la spesa complessiva si aggira tra gli 80 e i 150€. In Italia il programma di prevenzione offre a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni un pap test gratuito ogni 3 anni. Grazie allo screening, la mortalità per il cancro al collo dell’utero si è ridotta notevolmente.