Otosclerosi: sintomi, cause e rimedi

Otosclerosi: sintomi, cause e rimedi
da in Orecchio, Udito
Ultimo aggiornamento: Martedì 13/09/2016 07:08

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    Otosclerosi: vediamo quali sono i sintomi, le cause e i rimedi. E’ una patologia che interessa la staffa, un piccolo osso che si trova nell’orecchio medio. In seguito a questa patologia si ha una graduale perdita dell’udito. Se la malattia non viene curata, si può arrivare alla sordità completa. Non sono conosciute in modo preciso le cause di questa patologia. Si pensa che intervengano fattori genetici e ambientali. La terapia consiste nell’uso di apparecchi acustici o nel ricorso all’intervento chirurgico.


    Fra i sintomi caratteristici dell’otosclerosi c’è la progressiva perdita dell’udito, che può arrivare anche alla sordità completa. Altre manifestazioni sintomatologiche sono costituite dagli acufeni, dalla sensazione di vertigini e problemi di equilibrio e dal movimento involontario rapido e ripetitivo degli occhi. Un altro segno, da cui si può capire l’insorgenza dell’otosclerosi, è il basso volume del tono di voce.


    Le cause dell’otosclerosi sono date dall’interazione di fattori genetici e ambientali. Le ricerche scientifiche fino a questo momento hanno dimostrato che sarebbero coinvolti diversi geni. Tuttavia, anche se non è possibile dire con precisione a che cosa è dovuta la patologia, gli studiosi sospettano che possano intervenire dei fattori esterni, come il virus del morbillo, il livello di estrogeni e il contenuto di fluoro nell’acqua che si beve ogni giorno. Su questi elementi, però, i dati sono piuttosto controversi.


    Il trattamento dell’otosclerosi si basa su due linee di intervento. Tutto dipende dalle condizioni di salute e dalla gravità della patologia. Si può intervenire cercando di approntare le cure che tendono a rallentare la perdita dell’udito oppure si deve fare ricorso all’operazione. Si può utilizzare una protesi acustica esterna, attraverso la quale è possibile recuperare la capacità uditiva. Ci sono anche dei farmaci, che possono rallentare la progressione della malattia. Si tratta del fluoruro di sodio e dei bisfosfonati, che servono a favorire il meccanismo di ricambio osseo a livello della staffa. Il paziente può ricorrere all’intervento chirurgico della stapedectomia, che consiste nella rimozione della staffa e nella sostituzione con una protesi, che può essere di metallo o di plastica e serve a ristabilire la conduzione del segnale sonoro. In alternativa esiste l’operazione di stapedotomia, che è una nuova tecnica chirurgica, che prevede soltanto la rimozione di una parte della staffa e l’innesto di una protesi, che serve a trasmettere il segnale acustico.

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