Osteoporosi: il tango per combatterla

Osteoporosi: il tango per combatterla

Ballare il tango fa bene alla circolazione e aiuta a prevenire l'osteoporosi

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    Osteoporosi

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    Buone notizie per gli amanti del ballo, che a una certa eta’ temono di dover smettere a causa dei disturbi legati all’eta’: niente di piu’ falso, ballare fa bene, molto bene, aiuta a stimolare la circolazione, ha degli effetti strepitosi sulla psiche e, secondo le ultime rivelazioni fornite da studi universitari, sarebbe una ottima arma per combattere la osteoporosi.

    A dare la notizia e’ stato il Prof. Sandro Giannini, ordinario all’Universita’ di Padova, e Maria Luisa Bianchi, della Lega Italiana Osteoporosi; il tango specialmente aiuta a stare bene e a vivere serenamente le serate fuori casa, distende e rilassa, ma allena con il giusto movimento la muscolatura delle gambe.

    Il ritmico movimento e l’allenamento della muscolatura sono una arma eccezionale contro la osteoporosi, che consiste, come malattia, in una progressiva diminuzione della componente proteica e minerale delle ossa, con una alterazione dell’osso progressiva.

    Il tipo che colpisce le donne e’ causato dalla menopausa, e porta le gambe, in particolare, a essere piu’ fragili e soggette a fratture.

    I dati che l’Universita’ di Padova ha messo a disposizione sono frutto di uno scambio nazionale avvenuto a Milano, alla presentazione della campagna: “La vitamina D raddoppia – Vivi la vita a paso doble”.

    In genere una delle cose piu’ importanti per far stare bene le gambe e’ il movimento, quindi, se non si puo’ ballare il tango tutti i giorni, fa bene anche camminare di buon passo per mezz’oretta circa ogni due o tre giorni; mentre fa malissimo fumare, bere alcool e troppi caffe’.

    Il problema della osteoporosi non si risolve assorbendo il calcio, che progressivamente cala nell’organismo, ma anche recuperando un buon livello di valori della Vitamina D, che si forma nella pelle grazie alla energia solare. Essa si trova naturalmente in alcuni tipi di cibo: olio di fegato di merluzzo, salmone, tonno e sardine, ad esempio.

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