Orto urbano: una buona abitudine in espansione

Orto urbano: una buona abitudine in espansione

L'orto urbano è una tendenza, una moda, una abitudine, che si sta sempre più rivalutando, da quando la necessità del consumatore è quella di conoscere il prodotto che mangia, mentre per il cittadino il giardinaggio e l'orto diventano anche un momento di svago

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    Orto urbano

    Una moda che diventa una necessità, potrebbe essere una sfida da prendere in considerazione per vivere in modo naturale e sano: si tratta della sfida dell’orto urbano, che consiste in appezzamenti assegnati dai Comuni alle periferie delle città o dei quartieri, terrazzi, tetti, che da cemento urbano si trasformano in microcoltivazioni.

    Il ritorno alla coltivazione dell’orto è un fenomeno che ha riscoperto la sua innovazione negli ultimi anni: da una parte il fatto che coltivare un orto serve per rilassarsi, dall’altra perché consente di risparmiare fruendo di un prodotto di qualità, l’orto urbano ha la carta jolly di aiutare l’ambiente a essere più sano e più pulito.

    Fin tanto che anche nelle grandi città vi era lo spazio per coltivare i propri orti collettivi, non c’era il problema attuale di trovare piccoli angoli di natura che rispettano il clima naturale, non serve andare indietro con gli anni per far tornare alla memoria le città con il verde, è sufficiente tornare agli anni settanta.

    All’epoca non c’era il problema di far convivere la civiltà industriale con l’agglomerato urbano e con l’agricoltura, un fatto che ora invece si fa sentire, specie nelle grandi città e nei quartieri pensati negli anni novanta, quando si è vissuto un periodo di impoverimento ambientale delle città.

    La moda ora ritorna in voga, non solo in Italia, in città come Roma, ad esempio, che si fanno portavoce di questa grande necessità di riequilibrare il naturale con l’artificiale. Gli studi attuali in fatto di salute consentono di affermare che non è vero quanto affermato dagli studi di settore degli anni novanta, secondo i quali campagna e città potevano sopravvivere autonomamente, mentre è vero il contrario: non esistono alternative alle zone urbane, per liberarsi dall’inquinamento, se non quella di ritornare a inserti di arredo urbano verde e anche di orti.

    Quella che per i rigorosi occhi del ceto medio degli anni ottanta pareva una abitudine destinata ai poveri, di ceto basso, che sono costretti a dedicarsi a orto e giardinaggio, ora, nel 2000, si sta rivelando una necessità, per chi vuole avere un hobby domestico che sia naturale, o anche per chi sente il bisogno di avere prodotti naturali e buoni da mangiare.

    La necessità del consumatore moderno è quella di sapere che cosa mangia e di avere la certezza che gli faccia bene, motivo per cui la moda dell’orto urbano può davvero avere potenzialità per diventare una sana abitudine che aiuta l’ambiente.

    Un solo orto può fare poco, ma tanti piccoli appezzamenti possono contribuire a migliorare la salute dei cittadini.

    Fonte: Amici del Giardinaggio

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