Ornitosi: sintomi, diagnosi e terapia

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    Influenza

    L’ornitosi è una malattia rara che provoca sintomi abbastanza comuni, per cui è importante riuscire ad avere una corretta diagnosi per poter intraprendere una terapia il prima possibile. Con il termine “ornitosi”, si intendono delle malattie che colpiscono i volatili e che possono, a loro volta, trasmettersi all’uomo: i volatili generalmente interessati sono le colombe e i piccioni di città. Ma qual è la sintomatologia esatta di questa patologia? Quali le cause e il trattamento da seguire per poter sperare nella guarigione? Scopriamo di più in merito.

    I sintomi

    La sintomatologia dell’ornitosi include tosse, febbre, dolori vari, forti mal di testa e, più raramente, difficoltà respiratorie, ovvero dispnea da infiammazione bronchiale di cui esistono diverse tipologie: tendenzialmente, i sintomi si manifestano dopo un periodo di incubazione di circa 10-20 giorni. Come è evidente, i sintomi possono essere scambiati facilmente per quelli di un’influenza, per cui è opportuno che la patologia venga diagnosticata correttamente. Esistono anche casi asintomatici.

    Le cause

    L’ornitosi è una malattia infettiva causata da un batterio chiamato “Chlamydia Psittaci”. Come anticipato prima, viene trasmessa all’uomo dalle colombe e dai piccioni di città, ma come? Per contrarla, basta l’inalazione della polvere contenente escrementi disseccati di uccelli contaminati: per questa ragione, gli allevatori di piccioni sono maggiormente esposti nel contrarre questa rara patologia, che si distingue dalla psittacosi solo dal fatto che quest’ultima è trasmessa, invece, dai pappagalli. Oltre a ciò, l’ornitosi può essere contratta dal contatto con i volatili stessi – ovviamente, se questi sono contaminati – con le loro piume e, naturalmente, con i loro escrementi.

    La diffusione

    L’ornitosi è presente in tutto il mondo e – come già detto prima – il contagio avviene con il contatto con piccioni urbani e colombe infetti, sebbene siano stati segnalati casi di trasmissione anche in relazione a contatto con uccelli di altro tipo, come tacchini, galline e anatre, ad esempio. L’incidenza della malattia è andata aumentando nei climi temperati e l’agente patogeno si può trovare sia nelle penne, che nei tessuti e nelle feci degli uccelli infetti. L’uomo può contrarre la malattia sia per contatto diretto che per via respiratoria, inalando le polveri che derivano da queste sostanze: una volta entrato nell’organismo per via respiratoria, l’agente eziologico si colloca negli alveoli polmonari e nelle cellule del tessuto reticoloendoteiale, in special modo a livello di fegato e milza.

    La diagnosi

    Come si diagnostica l’ornitosi? Alla comparsa di sintomi e dubbi in merito, è opportuno contattare il proprio medico che potrà – tramite tutti gli esami e le analisi del caso – stabilire la giusta diagnosi per poter intraprendere la cura più adatta. L’infezione potrà essere diagnosticata grazie agli esami del sangue, oltre che all’isolamento dell’agente infettivo nell’escreto polmonare, nel sangue o nei tessuti.

    La terapia

    Infine, la terapia dell’ornitosi si basa sulla somministrazione di alcuni farmaci, che permettono di poter guarire in circa 2-3 settimane: si tratta di antibiotici appartenenti alla classe delle tetracicline.