Ormoni e menopausa: valori, variazioni e terapia sostitutiva

Gli ormoni giocano un ruolo molto importante nel nostro organismo e la loro variazione è la causa dei sintomi fastidiosi, che insorgono durante il periodo della menopausa. I valori ormonali di riferimento per la menopausa sono individuabili tramite test ed esami. Particolarmente utile, si rivela la terapia ormonale sostitutiva. Scopriamo di più in merito.

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    Pillole ormoni

    Quali sono i valori e le variazioni degli ormoni in menopausa? Cos’è la terapia sostitutiva? La menopausa è quel periodo nella vita di una donna in cui cessa l’attività ovarica e, dunque, la fertilità e il ciclo mestruale che l’hanno accompagnata dalla pubertà per tutta la vita. Durante questo particolare e naturale periodo nella vita di una donna, un ruolo importante è rivestito dagli ormoni, i cui livelli cambiano causando una serie di sintomi non proprio piacevoli. Ci sono alcuni valori ormonali di riferimento per la menopausa da individuare tramite test ed esami. Scopriamo di più in merito.

    Le variazioni ormonali

    Durante il periodo fertile nella vita di una donna, le ovaie sono quegli organi incaricati della sintesi di determinati ormoni e della maturazione delle cellule uovo. A sostenere gran parte della produzione ormonale dell’ovaio – soprattutto, estrogeni e progesterone – sono proprio i follicoli portati a maturazione, ciclicamente: l’attività di tali follicoli è, invece, regolata dalla ghiandola nota come “ipofisi” – tramite il rilascio di gonadotropine FSH ed LH – la quale modifica la propria attività in base alla situazione ormonale dell’organismo.

    È durante il ciclo ovarico che si assiste allo sviluppo di più follicoli – con conseguente produzione di grandi quantità di estrogeni nella prima parte del ciclo – ma solo uno arriva a completa maturazione, liberando la cellula uovo: quello che resta del follicolo, dopo l’ovulazione, subisce delle modificazioni che lo conducono a sostenere la produzione di estrogeni e progesterone nella seconda metà del ciclo.

    Quando le ovaie smettono di portare a termine la maturazione dei follicoli, assistiamo ad una caduta dei livelli di estrogeni e anche alla scomparsa della produzione di progesterone in menopausa, per l’appunto. È in risposta a questo squilibrio che l’ipofisi aumenta sia la sintesi che il rilascio dell’ormone follicolostimolante o FSH, per cui – quando non si è certi dell’insorgenza della menopausa – un dosaggio ormonale su un campione di sangue può eliminare qualsiasi dubbio: i livelli dell’ormone follicolostimolante (FSH) – a volte associati a quelli dell’ormone luteinizzante LH – risultano, infatti, superiori alla norma, proprio durante la fase della menopausa.

    In linea generale, mano a mano che ci si avvicina alla menopausa, il dosaggio è sempre più chiaro: alla fine, verranno mostrati una totale mancanza di progesterone, un calo di estrogeni e livelli di LH ed FSH elevati. Sono proprio questi valori ad essere i responsabili della sintomatologia tipica della menopausa, caratterizzata dalla cessazione dell’attività ovarica e, dunque, della possibilità di concepire un figlio.

    I valori

    Come detto prima, alla comparsa di dubbi e dei primi sintomi fastidiosi della menopausa, è consigliabile recarsi dal proprio medico e/o ginecologo, in modo tale che possano essere fatti tutti gli esami, le analisi e i test per la menopausa del caso, come i dosaggi ormonali.

    Scopriamo quali sono i valori di riferimento degli ormoni per la menopausa da controllare:

    1. FSH, ormone follicolostimolante: questo si occupa di stimolare la produzione degli ovociti da parte delle ovaie ed è possibile misurarlo tra il terzo e il quinto giorno del ciclo. I suoi valori possono essere considerati normali fino a 12, tenendo conto che aumentano con l’età.
    2. LH, ormone luteinizzante: questo aumenta nella fase ovulatoria fino ad arrivare ad un picco di 20 mUI/ml.
    3. Estradiolo: questo può essere misurato tra il terzo e il quinto giorno del ciclo e tende ad aumentare con lo sviluppo follicolare, raggiungendo il suo massimo quando il follicolo è maturo, per cui si giunge a circa 200 pg/ml, ovvero ad un valore di estradiolo alto in menopausa.
    4. Progesterone: questo ormone indica se l’ovulazione è avvenuta, per cui il suo dosaggio si effettua al ventunesimo giorno del ciclo e, quando il suo valore è superiore a 5 ng/ml, conferma che l’ovulazione c’è stata; quando, invece, i suoi valori sono inferiori, ciò indica un’insufficienza ovarica o l’arrivo della menopausa, per l’appunto.

    È bene specificare che, per stabilire con sicurezza l’inizio della menopausa, è necessario che vi sia un’assenza di flusso mestruale per almeno 1 anno consecutivo. Generalmente, la comparsa della menopausa avviene tra i 45 e i 55 anni di età: quando questa avviene prima dei 40 anni, si parla di menopausa precoce; mentre, quando questa si verifica dopo i 55 anni, si parla di menopausa tardiva.

    Tabella dei valori ormonali di riferimento

    Diamo uno sguardo ad una tabella riassuntiva sui valori ormonali normali di riferimento per conferma di menopausa.

    OrmoniValori
    Follicolostimolante (FSH)30-150 mUI/ml
    Luteinizzante (LH)10,8-61,4 mUI/ml
    EstradioloMinore di 20 mUI/ml
    Estrone10-60 mUI/ml
    Prolattina1,8-17,9 mUI/ml

    La terapia sostitutiva

    Cos’è

    La terapia ormonale sostitutiva in menopausa potrebbe rappresentare un valido aiuto per combattere i sintomi tipici e fastidiosi di questo delicato periodo della vita di una donna.

    Ma cos’è la terapia ormonale sostitutiva? Si tratta di un trattamento farmacologico a base di ormoni – in linea generale, si parla di estrogeni che possono essere associati anche a progestinici – che vengono, normalmente, prodotti dalle ovaie: diminuendo la loro produzione durante la menopausa, compaiono i sintomi caratteristici come le vampate di calore, la depressione, la secchezza vaginale e l’irritabilità. La terapia ormonale sostitutiva corregge, dunque, la mancanza di tali ormoni: la quantità di estrogeni circolanti si mantiene, in ogni caso, più bassa rispetto a quella del periodo fertile.

    Quando iniziarla

    Quando iniziare la terapia sostitutiva in menopausa? Questa – come detto prima – è utile per alleviare alcuni dei sintomi tipici di questo periodo, ma non tutti: ad esempio, non è efficace contro l’incontinenza urinaria – che può, addirittura, aumentare – mentre, secondo alcuni studi, pare che l’uso di questo tipo di trattamento possa aumentare – seppur modestamente – il rischio di tumore al seno, tumore all’utero – le donne isterectomizzate, ovvero senza utero, non corrono, ovviamente, questo rischio – demenza, trombosi venosa e ictus.

    Per queste ragioni, la decisione se intraprendere o meno questo tipo di terapia va valutata con il proprio medico che – dopo una visita attenta e una valutazione dei benefici, dei rischi e delle esigenze della paziente – ne stabilirà, eventualmente, la durata, il dosaggio e la forma di somministrazione: esistono, infatti, cerotti, pillole, gel e spray nasali.

    Quanto dura

    La durata della terapia verrà decisa dal proprio medico. Sembrerebbe infatti, secondo alcune ricerche, che una sua assunzione per un periodo superiore ai 5 anni aumenti il rischio di tumore alla mammella e che tale rischio cresca in base alla dose e alla durata del trattamento; per questo è necessario essere sotto stretto contatto medico per tutta la durata della terapia.

    Infine, è comunque consigliabile effettuare dei controlli medici periodici e, annualmente, delle mammografie ed ecografie transvaginali, così da valutare la salute di seno ed endometrio.