Oms, troppo sale nella dieta degli italiani

Oms, troppo sale nella dieta degli italiani

Il sale è in cima alla lista dei condimenti preferiti dagli italiani: i consumi sulle tavole del Bel Paese sono ben al di sopra di quelli raccomandati dall’OMS

da in Alimentazione, Dieta, News Salute
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    sale, uso eccessivo per gli italiani

    Il sale continua a essere il condimento preferito degli italiani, che, nonostante i continui avvertimenti da parte degli esperti sui rischi di un consumo eccessivo del sale, non riescono a rinunciare a generose spolverate saline su ogni piatto. Le tavole degli italiani sono ancora troppo piene di sale.

    Se, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quantità di sale consumato giornalmente non dovrebbe superare i 5 grammi, gli italiani non solo non osservano il limite, ma, addirittura lo raddoppiano. Infatti, il consumo medio nella popolazione italiana adulta raggiunge quota 11,2 grammi, per gli uomini, e 8,5 grammi per le donne. Gli eccessi sono ancora più evidenti nelle persone sovrappeso o obese, che aggiungo uno o due grammi giornalieri ulteriori di sale.

    Quando i dati riguardano le persone affette da ipertensione, per le quali il consumo di sale è ancora più pericoloso, i valori sono leggermente più contenuti, ma sempre ben al di sopra delle quantità raccomandate dall’Oms.


    La fotografia poco rassicurante del rapporto degli italiani con il sale a tavola è stata scattata dallo studio Minisal, presentato recentemente a Roma, in occasione del XXVIII Congresso Nazionale della Società Italiana Ipertensione Arteriosa.

    “Siamo molto lontani dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui non bisognerebbe superare i 5 grammi di sale al giorno: un obiettivo raggiunto solo da una persona su dieci nella popolazione generale e dal 15% degli ipertesi. Non è sufficiente ridurre il sale a tavola e in cucina (preferendo sempre quello iodato), in quanto i due terzi del nostro consumo di sale è dovuto al sale aggiunto nel processo di preparazione industriale agli alimenti che acquistiamo già confezionati. E’ indispensabile quindi avviare un processo di riformulazione di questi prodotti attraverso un negoziato globale con l’industria” ha osservato Pasquale Strazzullo, direttore del centro per l’ipertensione dell’Università Federico II di Napoli e responsabile dello studio Minisal.

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