Omeopatia: un bluff secondo The Lancet

Omeopatia: un bluff secondo The Lancet
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    L'omeopatia sarebbe una pratica inutile

    Duro colpo all’omeopatia, la medicina alternativa che ha sempre sbandierato il principio terapeutico secondo il quale una sostanza in grado di generare una malattia, somministrata ad un paziente in forma enormemente ridotta rispetto a quella che potrebbe causare la patologia, stimoli nell’organismo che l’assume un meccanismo di difesa che vi si oppone concorrendo a debellarla.

    Ora, secondo l’autorevolissimo The Lancet, ci sarebbero ben cinque nuovi studi che sconfessano questa pratica relegandola al ruolo di attività inutile, stante l’evidenza che nei volontari dove è stata praticata l’omeopatia si sono avuti gli stessi risultati terapeutici ottenuti con la somministrazione di farmaci placebo.

    Dunque, una medicina alternativa inutile, ma, comunque non dannosa, si pensi che in Europa i farmaci omeopatici, per essere approvati nel libero mercato, devono avere una diluizione inferiore a 1 millesimo, ciò per evitare rischi di tossicità, ma anche così, non si può dire che l’omeopatia non presenti dei rischi ugualmente, ciò in quanto, ritarderebbe, a volte seriamente, il ricorso alle cure allopatiche, prescritte dalla medicina ufficiale, un ritardo pericoloso che può rivelarsi, a volte, persino fatale.

    Lo dimostra il fatto che in Italia ricorrono all’omeopatia 5 milioni di pazienti che, però, la sospendono, a favore della medicina ufficiale, quando i segni della malattia si fanno più evidenti e più minacciosi.

    Dunque, l’eventualità, più volte richiamata dai fautori di questa medicina alternativa, che i prodotti omeopatici potessero entrare in apposito registro e dispensati, anche in Italia, dal S.S.N, alla luce di questi nuovi studi condotti, dovrebbe definitivamente tramontare, così come pare stia avvenendo anche in alcuni Paesi europei, come il Regno Unito che, sulla scorta del seguito che l’omeopatia aveva generato negli ultimi decenni, aveva ammesso una partecipazione economica del sistema sanitario pubblico che riconosceva ai malati il diritto non solo di curarsi con l’omeopatia ma di vedersi persino riconosciuti gli alti costi di questa pratica.

    Ebbene, nella stessa Inghilterra, si discute animatamente della possibilità di abolire questo privilegio, a questo punto, ingiustificato per le cure omeopatiche, che resterebbero a totale carico di chi ne voglia fare uso.

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