Omega 3: quanti ne occorrono per un cuore sano

Omega 3: quanti ne occorrono per un cuore sano

Il ruolo degli Omega 3, i grassi che si repertano nella carne di pesce, alla luce di uno studio prevalentemente italiano, si dimostrano dei veri e propria salva salute anche nei confronti di altre e pure gravi patologie

    Omega 3

    Chi di noi non conosce le proprietà intrinseche degli Omega 3, grassi per lo più concentrati nella carne del pesce che oggi assurgono all’importante ruolo di custodi del cuore al punto che scienziati italiani che hanno studiato a fondo queste sostanze ritengono che le stesse sono in grado di ridurre del 10% le mortalità per diverse cardiopatie, infarto compreso.Uno studio seguito all’osservazione di quanto avviene nelle popolazioni esquimesi che si conservano in buona salute per il solo fatto di destinare alla loro dieta, in prevalenza costituita dal pesce assunto in quantità di oltre 400 grammi giornalieri, una dose sufficiente di Omega 3 in grado di abbassare il rischio di coronaropatie a livelli infinitesimali.

    Lo studio italiano

    Lo studio condotto dai nostri connazionali, denominato GISSI HF, che si è protratto per quattro anni ed è stato eseguito accuratamente dal gruppo GISSI (costituito dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri ANMCO e dall’Istituto Mario Negri) con il sostegno di due aziende farmaceutiche italiane, Sigma-tau e SPA, e dell’americana Pfizer, lavoro scientifico per’altro pubblicato sulla rivista «The Lancet» e presentato al Congresso europeo di cardiologia di Monaco di Baviera, cui hanno preso parte 357 reparti di cardiologia italiani monitorando per il quadriennio qualcosa come sette mila pazienti, ha anche dimostrato come gli Omega 3 proteggano il cuore e l’intero apparato cardiovascolare e che tali sostanze protettive non si repertano solo nel pesce, ma pure in alcune alghe, compreso l’olio di lino e di noci.

    La quantità giornaliera salva-cuore

    Secondo il citato lavoro scientifico basterebbe un solo grammo al giorno di Omega 3 per scongiurare l’evenienza di pericolose aritmie cardiache e scompensi cardiocircolatori con abbassamento della mortalità per queste cause quantificata nel 9% e dell’8% il numero di ricoveri per cardiopatie quali lo scompenso e del 28% per quelli afferenti alle aritmie.

    Da tenere presente che lo scompenso cardiocircolatorio, patologia che non riguarda solo gli anziani ma anche giovani adulti, coinvolge in Italia almeno 60 mila soggetti, un numero considerato per difetto, in virtù del fatto che molti “scompensati” non sanno ancora di esserlo nelle prime fasi della malattia. Tale patologia, pure se curabile, ma non guaribile, sovente, soprattutto quando il paziente non si attiene alle raccomandazioni dei medici o nelle forme più severe, è costellata da una percentuale significativa di casi dagli esiti infausti.

    Alla luce dei promettenti risultati, che si riverberano anche in minori costi sanitari per la collettività, una volta adottati nella pratica clinica di routine, cui si è pervenuti dopo la ricerca scientifica, avrebbero portato alla conclusione che basta un solo grammo al giorno di Omega 3 per scongiurare malattie dagli esiti temibili, si tratta adesso di vedere se tali sostanze benefiche possano essere immesse nell’organismo solo privilegiando una dieta a base di pesce o se è necessario rivolgersi all’integrazione di queste sostanze mediante farmaci o parafarmaci, integratori alimentari purchè assicurino il giusto equilibrio e apporto di Omega 3.

    Resta il fatto che il pesce, che presenta le maggiori quantità di Omega 3 fra le proprietà organolettiche di questo alimento, secondo l’ISTAT, non è adeguatamente tenuto in considerazione, come invece meriterebbe, dagli italiani che, a differenza di esquimesi e giapponesi, consumano ancora 23 chili di pesce pro capite all’anno, una quantità davvero risibile che non regge il confronto neanche con gli altri Paesi del bacino del Mediterraneo, al punto che, in attesa di acquisire una educazione alimentare che invogli la gente a consumare più pesce comincia ad assumere corpo la decisione da parte dei medici di considerare l’opportunità di aggiungere Omega 3 sotto forma di compresse integrative dell’alimentazione.


    L’altro ruolo degli Omega 3

    Dunque il ruolo svolto dagli Omega 3 sarebbe quanto mai centrale nel benessere della popolazione, al punto che ulteriori e precedenti studi scientifici avrebbero dimostrato che tali sostanze chimiche avrebbero un ruolo importante anche nella prevenzione dell’arterosclerosi, degli infarti, e pure della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell’artrite reumatoide. E se non bastasse, un ulteriore motivo per mangiare pesce c’è: gli Omega 3 sono anche un «salva-cervello», poiché svolgono un’azione importantissima nel metabolismo cerebrale.

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