Olio di palma: gli alimenti che lo contengono

L’olio di palma è una sostanza molto utilizzata in ambito alimentare, soprattutto nei prodotti confezionati. Nonostante il suo largo utilizzo, però, questo olio recentemente è stato demonizzato sia per i presunti rischi che avrebbe per la salute dell’uomo che per i problemi che provoca all’ambiente. Scopriamo insieme quali sono gli alimenti che contengono l’olio di palma.

da , il

    olio di palma alimenti

    L’olio di palma è un olio vegetale tra i più usati in campo alimentare, ma quali sono i prodotti che lo contengono? Innanzitutto rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti su questa sostanza, che negli ultimi anni è stata messa al bando da molti consumatori, i quali ritengono che si tratti di un olio dannoso per l’uomo e per l’ambiente. Scopriamo se l’olio di palma è davvero pericoloso e se dovremmo quindi fare attenzione a non consumare gli alimenti che ne sono ricchi.

    Dove si trova l’olio di palma

    L’olio di palma è uno dei grassi più utilizzati in ambito alimentare, scopriamo quali sono i cibi che lo contengono. Questo tipo di olio trova prevalentemente utilizzo nella produzione di dolci e prodotti industriali da forno, ma anche in molti altri preparati, ecco quali:

    • merendine;
    • biscotti;
    • cornetti e brioches confezionati;
    • fette biscottate;
    • torte confezionate;
    • budini;
    • creme spalmabili al cioccolato;
    • focacce;
    • prodotti lievitati;
    • patatine in busta;
    • snack salati;
    • crackers;
    • grissini;
    • pane;
    • pasta sfoglia;
    • cotolette di pollo e tacchino impanate;
    • dadi da brodo;
    • sughi pronti;
    • latte per neonati;
    • prodotti per l’infanzia (ad es. biscotti).

    Purtroppo la maggior parte dei prodotti contenenti olio di palma viene consumata dalla categoria più a rischio, ovvero i bambini. È importante che sin dalla più tenera età si metta in atto una corretta alimentazione, in modo da evitare problemi futuri di obesità o di insorgenza di alcune gravi malattie.

    L’olio di palma infatti non è dannoso in sé, ma solo se consumato in quantità eccessive. Inoltre bisogna fare distinzione tra due tipi di olio di palma: quello grezzo (oggi a dir la verità non molto usato) è ricco di importanti elementi nutritivi quali antiossidanti, beta-carotene e squalene.

    Al contrario, quello raffinato perde tutte le sue proprietà nutritive dopo il processo di lavorazione. Se volete evitare cibi ricchi di olio di palma, l’unico modo consiste nell’affidarsi ad un’attenta lettura delle etichette dei vari prodotti presenti al supermercato.

    Fino a poco tempo fa, non sempre l’olio di palma si trovava esplicitamente indicato, se non con la generica dicitura “oli vegetali”. Dal dicembre 2014 è diventato obbligatorio precisare quale tipo di olio vegetale sia presente in ogni prodotto, ed è quindi più facile scoprire quali alimenti contengono olio di palma.

    Ma per quale motivo questa sostanza è così demonizzata? Il suo ingente utilizzo in campo alimentare ha suscitato varie polemiche, soprattutto riguardo agli eventuali rischi per la salute e per l’ambiente. Prima di capire se è davvero sconsigliato introdurre l’olio di palma nella propria dieta, cerchiamo di capire che cosa sia davvero questo prodotto.

    Che cos’è l’olio di palma

    L’olio di palma è un olio vegetale non idrogenato prodotto dalla spremitura dei frutti delle palme da olio Elaeis guineensin, che si trovano principalmente in Africa, e Elaeis oleifera, di cui vi sono estese piantagioni nel sud America. Gran parte della produzione attuale (circa il 39%) deriva anche dalla Malesia, nel sud del continente asiatico.

    L’olio di palma è ricco di acidi grassi saturi, che se assunti in grande quantità possono rappresentare un rischio per la nostra salute. Nella tabella qui sotto possiamo vedere nel dettaglio quali sono i valori nutrizionali di questa sostanza.

    Olio di palma (100 gr)Quantità di grassi
    Acidi grassi saturi49 gr
    Acidi grassi polinsaturi9 gr
    Acidi grassi monoinsaturi37 gr

    La produzione di olio di palma è molto estesa, e alcune caratteristiche di questo prodotto lo rendono uno tra i più utilizzati in ambito alimentare. È semi-solido a temperatura ambiente e per questo motivo dona un’ottima consistenza al prodotto finale. Inoltre è facilmente lavorabile, è insapore e inodore e molto economico.

    Gli utilizzi dell’olio di palma

    Per i motivi sopra citati, l’olio di palma è un grasso molto utilizzato in diversi ambiti. Oltre ad essere una sostanza presente in tanti alimenti confezionati, è infatti un importante ingrediente cosmetico che trova il suo uso principalmente per la produzione di saponi, detergenti ed altri prodotti per la cura della persona.

    I problemi per la salute

    Negli ultimi anni l’olio di palma è stato posto al centro di un’importante e controverso dibattito sui suoi rischi per la salute dell’uomo. Visto il suo notevole contenuto di acidi grassi saturi, si è pensato che potesse causare gravi problemi quali malattie cardiocircolatorie, diabete e addirittura cancro. Ma l’olio di palma fa davvero male?

    In realtà l’olio di palma in sé è un prodotto privo di particolari rischi. A fare la differenza è la quantità che ne viene consumata durante la giornata. Al pari di altre sostanze ricche di acidi grassi saturi quali il burro o lo strutto, anche questo olio vegetale può provocare problemi in seguito ad un uso smodato.

    L’eccesso di grassi saturi può portare all’insorgenza di malattie vascolari, ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, colesterolemia, infarto, ictus e obesità. Dopo numerosi studi, invece, non è ancora stata dimostrata alcuna correlazione tra l’uso di olio di palma e aumento del rischio di cancro.

    I problemi per l’ambiente

    Diverso è invece il caso dei rischi per l’ambiente provocati dallo sconsiderato uso di olio di palma. Per poter sostenere una richiesta sempre maggiore, i produttori di questo olio vegetale hanno ampliato il raggio di coltivazione andando a coprire alcune aree ecologicamente importanti, come ad esempio la foresta pluviale amazzonica.

    La coltivazione di palme da olio richiede un’imponente deforestazione, problema che si sta riscontrando principalmente in Malesia e in Indonesia – i principali produttori di olio di palma al mondo. Il processo di deforestazione sta pian piano distruggendo le foreste pluviali, che sono considerate a ragione i polmoni della terra per la loro importante produzione di ossigeno.

    Le emissioni di carbonio sono aumentate notevolmente da quando si è diffuso l’uso massiccio di olio di palma. Inoltre la deforestazione sta mettendo in pericolo gli oranghi, una specie animale ora a rischio di estinzione. Per tutti questi motivi il consumo di olio di palma è osteggiato da numerose associazioni ambientaliste.