Oli essenziali: Achillea millefolium L

Oli essenziali: Achillea millefolium L

La pianta dell'Achillea viene usata per il trattamento degi stati emorragici, per curare le ferite, le emorroidi e deve il suo nome alla tradizione ellenica, ad Achille

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    Achillea

    L’Achillea è conosciuta nella nomenclatura botanica con il nome di Achillea millefolium L. e appartiene alla famiglia delle Compositae: viene chiamata anche con altri nomi, per distinguerla dai tipi di pianta della stessa famiglia che non hanno le stesse caratteristiche naturopatiche, ad esempio non è raro che ci si riferisca alla Achillea chiamandola Sanguinella, Rosone o Milenrama.

    La pianta deve la sua fortuna alle sue proprietà emostatiche e spasmolitiche, che sono un valido aiuto per curare le emorroidi, le metrorragie, le perdite di sangue causate dalle ferite, ma anche dalle mestruazioni troppo abbondanti.

    Della pianta, per ricavarne l’olio essenziale, si usano i fiori, che sbocciano in tarda primavera e che sono di colore bianco o rosa, mentre per le specie similari il colore è rosa o rosso sbiadito, da non confondere.

    Deve il suo nome alla tradizione dell’antica Grecia, per cui si narra che Achille ne facesse uso per curare i suoi soldati feriti nelle battaglie del suo esercito, grazie alla sua capacità di fermare le emorragie e di calmare i fiotti di sangue che scaturivano dalle loro ferite.

    La pianta cresce spontaneamente sia in montagna che in pianura, non è raro in Italia trovarla durante le escursioni, purché il clima sia mite e moderato, non soggetto a sbalzi termici.

    Il periodo migliore per raccoglierne i fiori è nella stagione estiva e autunnale, viene usata sia come olio essenziale che come erba officinale. L’olio essenziale è indicato per il trattamento delle ferite, grazie alle qualità batteriostatiche e antinfettive.

    Nella tradizione cinese la pianta era usata per trattare l’effetto irritante e il gonfiore causato dai morsi di animali domestici o di serpenti, mentre la tradizione Ayurvedica la vede al centro dell’attenzione per il trattamento degli stati febbrili. Entrambi dati importanti per valutare la profondità dell’effetto di questa pianta, adatta non solo al trattamento esterno, ma anche per uso interno.

    Il principio attivo che permette alla pianta di essere adatta come antiemorragico è determinato dalle componenti in percentuale di achilletina e achilleina, coagulanti naturali e canfora, che contribuisce a rilassare il tessuto muscolare.

    Oltre che antiemorragico, il suo uso è antibatterico, astringente e cicatrizzante: aiutando a diminuire le perdite di sangue e rilassando il tessuto muscolare in genere, può essere adatta per il trattamento della sindrome mestruale, per far passare il dolore e per calmare le perdite di sangue.

    Per uso interno la pianta, la tradizione medicinale naturale degli indiani d’America ne dà conferma, offre delle caratteristiche antispastiche buone.

    Serve dunque a migliorare le condizioni di salute nel caso di malattie che stimolano il vomito, calmando lo stimolo al rigetto, cura l’inappetenza e aiuta a combattere la nausea.

    Le sue proprietà rilassanti e sedative sono ottime per il trattamento del mal di denti e del mal di testa, aiuta a curare le infiammazioni, i dolori muscolari, il torcicollo e le ragadi al seno.
    L’Achillea va usata con parsimonia, alla lunga può avere effetto intossicante, non va mai usata nei periodi della gravidanza e dell’allattamento o nei casi di allergia o intolleranza alla cura.

    Le immagini sono tratte dal sito Erboristeria.com
    Le informazioni contenute fanno riferimento a quanto riportato sul sito internet Erboristeriaedaltro.com

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