Oculistica: niente più ago e filo negli interventi all’occhio, nel laser la nuova frontiera

Oculistica: niente più ago e filo negli interventi all’occhio, nel laser la nuova frontiera

Il laser al posto di ago e filo per interventi in oculistica

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    In sala operatoria, per gli interventi chirurgici di oculistica, al posto di ago e filo per suturare, vi sarà il laser

    Ricucire un tessuto senza ago e filo, una speranza per tutti coloro che si sottopongono ad interventi di oculistica e che, al posto dei classici punti di sutura, beneficeranno di un trattamento di alta precisione con il laser. A questo risultato sarebbero giunti ricercatori dell’Istituto di Fisica applicata (IFAC) del CNR in collaborazione con l’ospedale di Prato e con il Bascom Palmer Eye Institute di Miami (USA).

    Inizialmente la tecnica verrebbe impiegata nel trapianto della cornea, negli interventi di cataratta e in quelli che prevedono il riempimento del cristallino, il cosiddetto, lens refilling, per la presbiopia senile. Il tutto consentirebbe di utilizzare il raggio laser e di unire in questo modo tessuti, in soli 3 minuti massimo, al posto del tradizionale ago e filo, usato fin’ora.

    “Attualmente, presso l’Ospedale di Prato” spiega Roberto Pini dell’Ifac-Cnr “si eseguono operazioni di trapianto di cornea ‘solo laser’: un laser a femtosecondi (ad impulsi ultra corti) esegue il taglio della cornea e quello a diodi produce la sutura del lembo trapiantato, senza impiego di bisturi né di filo chirurgico. Il laser a diodo di bassa potenza, progettato dal Cnr e prodotto da El.En. SpA di Calenzano, induce la saldatura diretta dei tessuti oculari che contengono il collagene, sfruttando questa proteina naturale come una colla attivata dal calore”.

    Indubbi i vantaggi con questa rivoluzionaria tecnica per tutti quei pazienti, costretti ad un decorso operatorio minore, visto che la sutura dei tessuti, con la nuova procedura si svolge in qualche minuto, contro i 45 occorrenti con quella tradizionale; ma ciò significa anche minore rischio di infiammazione per i tessuti interessati che non subiscono il trauma della sutura e, dunque, ripresa delle normali attività in più breve tempo con miglioramento sensibile della qualità della vita di chi si sottopone ad interventi di oculistica.

    Fra i tanti trattamenti che beneficeranno di questa nuova metodica, vi sarà la cura della presbiopia, quella condizione clinica che costringe i pazienti, dopo i 45 anni d’età, a ricorrere a lenti correttive per via di un deficit visivo che non consente di vedere bene oggetti a poca distanza dagli occhi. Il tutto è riconducibile ad una ridotta capacità del cristallino ad adattarsi alle diverse posizioni da assumere in dipendenza dell’accomodazione visiva, ciò in quanto, questo tessuto, a causa dell’età, ha perso di elasticità, divenendo fibrotico e duro.

    “In questo caso” prosegue Pini “la sutura laser viene utilizzata per realizzare una valvola sulla capsula che contiene il cristallino, attraverso cui svuotarne il contenuto fibrotico e sostituirlo con un polimero che abbia le caratteristiche del cristallino giovanile. Tale procedura chirurgica, detta lens refilling, potrebbe essere al contempo risolutiva del problema della cataratta, cioè l’opacizzazione del cristallino, attualmente risolta chirurgicamente con la sostituzione di una lente intraoculare di materiale plastico, che però è rigida e non consente l’accomodazione visiva”.

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