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Occhio: diagnosi anche di gravi malattie con un semplice esame dell’organo

Occhio: diagnosi anche di gravi malattie con un semplice esame dell’organo

Dal semplice esame dell'occhio è già possibile diagnosticare tempestivamente gravi alterazioni del nervo ottico, spesso preludio di gravi malattie quali neoplasie del cervello, Morbo di Alzheimer e di Parkinson etc

da in Alzheimer, Analisi mediche, Malattie, Morbo di Parkinson, News Salute, Ricerca Medica
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    Occhio

    Se le cose stessero davvero così, la ricerca neozelandese pubblicata sulla rivista scientifica “New Scientist” sarebbe davvero stupefacente, si tratta di immaginare una nuova dimensione che si aprirebbe nella diagnosi di malattie, tutte per’altro molto gravi, semplicemente studiando ed indagando a fondo l’occhio umano. Vero è che un tempo si attribuiva all’occhio il ruolo di specchio dell’anima, ma ciò che un tempo passava per un misto di scienza e fors’anche di suggestione, oggi potrebbe essere messo in pratica.

    Le malattie papabili di una corretta e tempestiva diagnosi sono quasi tutte quelle malattie degenerative a carico del sistema nervoso; per questo citiamo la sclerosi multipla, ma anche il Morbo di Alzheimer ed il Parkinson, aggiungendo a queste temibili patologie, anche le gravi neoplasie a carico del cervello.

    Ancora più geniale è apparso il metodo che gli scienziati intenderebbero estendere all’indagine sulle malattie fra quelle citate; studiare l’occhio non da un punto di vista anatomico quanto invece funzionale; ciò in quanto l’organo della vista sarebbe messo in relazione, tramite il nervo ottico, al cervello atteso che ogni degenerazione cerebrale finisce per danneggiare il nervo stesso, questo potrebbe rappresentare una sorta di “filo di arianna” per ricondurre il medico ad un esame più dettagliato e completo proprio della massa cerebrale, interessata dalle gravi patologie appena citate.

    L’occhio per’altro non è nuovo nel fatto di offrire lo spunto di indagine per alcune malattie sistemiche dell’organismo, l’anemia, ad esempio, prima che con gli esami ematochimici si diagnostica, presumibilmente, semplicemente abbassando la rima palpebrale inferiore; l’eventuale danno epatico o della colecisti si sospetta davanti alla colorazione giallognola della sclera, la parte bianca dell’occhio.

    Tuttavia, ciò che già si immaginava possibile una trentina di anni fa oggi lo si può praticare avvalendosi dei sofisticati sistemi diagnostici di cui la scienza oggi dispone.

    Ad esempio, la Tac ottica a radiazione coerente che consente, senza ausilio delle radiazioni, di giungere ai gangli nervosi osservandone la costituzione, la conformazione e l’eventuale degenerazione.

    E che dire anche del deterioramento accusato alle fibre del nervo ottico a carico dei malati del Morbo di Alzheimer e, in maniera più suggestiva, nella recente letteratura scientifica si cita il caso di una donna in stato di gravidanza a cui mediante un esame ottico s’è giunti alla diagnosi, per fortuna tempestiva, di una grave neoplasia del cervello.

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