Obesità: una condizione che discrimina

Obesità: una condizione che discrimina
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    Il problema dell’obesità è abbastanza diffuso e lo sarà sempre di più, non siamo certo ai livelli americani, ma non “scherziamo” neanche noi in fatto di soprappeso e obesità visto che più di tre persone su dieci sono in soprappeso e una su dieci è obesa.

    Il risultato che gli obesi nel nostro Paese sono divenuti milioni e per queste persone che andrebbero in primis curate, mentre il fenomeno andrebbe sicuramente prevenuto soprattutto nei giovani, si presenta un altro problema,la constatazione di come oggi l’obeso abbia meno diritti degli altri.

    In Italia mancano i centri di riabilitazione nutrizionale e quelli che ci sono insistono quasi tutte al nord est italiano e se a questo aggiungiamo il fatto che siamo in un’epoca di tagli economici che non risparmiamo di certo le cure per l’obesità, trovare un posto letto in ospedale diviene sempre più difficile e se consideriamo le tante patologie cui va incontro l’obeso, a cominciare dal diabete, dalle malattie cardiache, per continuare con l’osteoporosi, si capisce bene che la scarsità di risorse mediche per gli obesi si tramutano in problematiche per la salute di queste persone.

    Ma c’è dell’altro, le strutture sanitarie non sono in grado di offrire adeguati standard di assistenza diagnostica agli obesi, si pensi che una persona che pesi oltre 110 chilogrammi non può effettuare una risonanza magnetica perché il macchinario non sopporterebbe il peso del paziente che in caso di necessità resterebbe senza possibilità di usufruire dell’importante esame. Certo si dirà esistono macchinari che sopportano pesi di oltre 200 chili, ma sono difficili da rintracciare.

    Ma il problema dell’obeso non è solo un problema sanitario, la persona con troppi chili addosso viene discriminato anche nel mondo del lavoro, visto che è sempre più richiesta la famosa bella presenza e l’obeso spesso non può garantirla e a questo si aggiunge anche il fenomeno del mobbing da parte di colleghi che finiscono per discriminare a loro volta gli obesi. Anche il fenomeno del bullismo fra ragazzi nei confronti degli obesi è diffuso e per cercare di arginare il fenomeno è in discussione in Parlamento il ddl sull’obesità che prevede all’art.

    108 il riconoscimento dell’obesità come handicap, almeno per quanto riguarda l’obesità grave, quella che porta a una invalidità. In particolare, per la prima volta viene sottolineata la necessità di considerare l’obesità come una malattia sociale.

    E’ importante perché troppo spesso l’obesità è vista come una colpa e non come una malattia. Vi è inoltre una previsione, da parte del Ministero della Salute, di istituire delle norme di igiene dietetica, di prevedere programmi di educazione alimentare nelle scuole, e di riconoscere medicinali e integratori nella fascia A. Importanti anche le previsioni per ottenere delle assicurazioni per le persone affette da obesità. Oltre un certo peso è infatti impossibile accedere ai prodotti assicurativi. Il ddl prevede inoltre la prima sentenza della Corte di Cassazione (2004) che ha riconosciuto un’invalidità grava ad una donna che pesava 150 chili intervenendo anche sui parametri per la definizione dell’invalidità. Come CIDO presto presenteremo una nostra proposta di disegno di legge nella speranza di migliorare il riconoscimento e il rispetto dei diritti dei cittadini obesi.

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