Obesità: tassiamo i cibi “spazzatura”

Obesità: tassiamo i cibi “spazzatura”

E non occorre guardare soltanto oltreoceano per verificare il fenomeno relativo all’obesità, se solo si pensa che in Italia a fare in conti con questa manifestazione patologica sono 5 milioni e 800 mila persone per un carico anche economico che grava nelle tasche della collettività per 23 miliardi di eurto anno di costi sanitari

da in Alimentazione, Malattie, Obesità, Sanità, Sovrappeso
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    hamburgher

    Forse, almeno una volta tanto, l’eventuale tassa sui cibi definiti “spazzatura” verrebbe persino pagata con soddisfazione oppure nemmeno sfiorata per via del fatto che il consumatore si allontanerebbe di fatto dai cibi che causano soprappeso, obesità e tutta la sequela di malattie da nutrizione sbagliata.

    Addirittura su 100 intervistati americani che hanno risposto ad un sondaggio della Kaiser Family Foundation, più di metà si trova d’accordo ad istituire tale gabella se questa è volta a risolvere il problema dell’obesità nei Paesi sviluppati. Secondo Coldiretti “il fatto che un terzo dei ragazzi italiani è obeso o in sovrappeso per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea conferma l’importanza di combattere il consumo dei cibi spazzatura”.

    E non occorre guardare soltanto oltreoceano per verificare il fenomeno relativo all’obesità, se solo si pensa che in Italia a fare in conti con questa manifestazione patologica sono 5 milioni e 800 mila persone per un carico anche economico che grava nelle tasche della collettività per 23 miliardi di euro all’anno di costi sanitari. Tutto ciò a causa, sempre secondo Coldiretti, del consumo di cibi grassi, bevande gassate e scarsa attività fisica, tant’è che Coldiretti sostiene la necessità di intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni.

    Gli agricoltori ricordano il loro impegno con il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo – conclude la Coldiretti – è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

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