Obesità: scoperta una “spia” del grasso difettosa

Obesità: scoperta una “spia” del grasso difettosa

All’origine dell’obesità ci potrebbe essere una proteina che non funziona a dovere, un “sensore” del grasso che non assolve alla sua funzione

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    obesità, scoperta una spia del grasso

    L’obesità potrebbe avere un asso nella manica inaspettato: l’accumulo di peso corporeo in eccesso potrebbe essere legato a una “spia del grasso” che non funziona come dovrebbe, non allertando le cellule nel modo giusto, per permettere loro di rispondere agli acidi grassi insaturi ingeriti con il cibo. Ecco quanto emerso nel corso di una ricerca d’oltremanica, condotta da un team di esperti internazionali dell’Imperial College London.

    Sovrappeso e obesità, in costante aumento in Europa come negli Usa, potrebbero essere imputabili a una proteina difettosa, che dovrebbe funzionare come sensore dei grassi contenuti all’interno degli alimenti, come sottolineano gli esperti britannici nello studio, pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Nature.

    La proteina, che, se fa i “capricci”, rischia di far diventare l’accumulo di grasso patologico, si chiama GPR120 ed è situata sulla superficie delle cellule dell’intestino, del fegato e in quelle adipose. E’ lei, o dovrebbe essere lei, che permette di rilevare e reagire agli acidi grassi insaturi della dieta: gli acidi grassi insaturi si legano a lei, si rilasciano gli ormoni che sopprimono l’appetito e che stimolano il pancreas a secernere insulina. Se il “sensore” rileva la presenza di livelli troppo elevati di grasso nel sangue, le cellule adipose sono stimolate a dividersi, riducendo i rischi per fegato e arterie.


    Gli esperti hanno osservato che, nei topi sprovvisti della proteina GPR120, in presenza di una dieta ricca di grassi, oltre all’obesità, comparivano anche altri disturbi, come il fegato grasso e l’iperglicemia. Completando la sperimentazione, analizzando il gene della proteina “osservata speciale” in 6.942 obesi e in 7.654 soggetti di controllo, gli scienziati hanno evidenziato che una mutazione, causa della proteina disfunzionale, alza il rischio di obesità del 60%.

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