Obesità: quando c’è ma non si vede

Obesità: quando c’è ma non si vede

Si può essere obesi anche quando la bilancia, il centimetro e l'indice di massa corporea dicono il contrario: è la Sindrome di De Lorenzo, scoperta in Italia, che richiede l'analisi della massa corporea e del sangue e che espone agli stessi rischi dell'obesità vera e propria

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    Non basta più la bilancia per scoprire l’obesità

    I falsi magri esistono davvero: hanno indice di massa corporea nella norma (tra 19 e 25), un peso altrettanto normale, ma una percentuale di grasso corporeo eccessiva, come nell’obesità manifesta, cioè superiore al 30 per cento per le donne e al 25 per cento per gli uomini.

    Sono affetti dalla “Normal Weight Obese syndrome”, vale a dire sindrome dell’obeso normopeso, ma è anche conosciuta come Sindrome di De Lorenzo, dal nome del professor Antonio De Lorenzo dell’Università Tor Vergata di Roma che, con la sua équipe, ha scoperto l’esistenza del problema.

    In sostanza sono all’apparenza magri, ma in realtà obesi, e proprio per questa paradossale situazione, si tratta di persone che nella maggior parte dei casi ignorano il problema e non sanno di essere esposti agli stessi rischi cardiovascolari di chi obeso lo è anche a prima vista.

    Secondo gli esperti, all’origine della sindrome c’è un’interazione tra la genetica e stili di vita inadeguati. Sembra infatti che a soffrirne siano persone, soprattutto donne, che presentano un’alterazione dei geni responsabili dell’infiammazione e di quelli antinfiammatori, a cui si aggiungono scarsa o assente attività fisica e alimentazione squilibrata.

    Per scoprire il problema è inutile affidarsi a centimetro, bilancia e indice di massa corporea: occorre valutare la composizione della massa corporea. Si può fare con la densitometria a doppio raggio X, un esame che permette di ottenere una scansione completa del corpo, evidenziando correttamente la massa ossea, la massa magra e la massa grassa e permettendo, quindi, di cogliere senza dubbi le percentuali dell’una e dell’altra. Se la massa grassa è superiore al 30% per le donne e al 25% per gli uomini, è obesità.

    Attenzione anche agli esami del sangue: se il colesterolo HDL (quello buono) è basso e, invece, sono alti i parametri che indicano il rischio cardiovascolare (omocisteina, fattore fibrinogeno e proteina C reattiva) e la glicemia, si è più esposti al pericolo di malattie cardiovascolari e diabete, patologie tipicamente legate all’obesità.

    Cosa fare? Cambiare lo stile di vita: bando alla sedentarietà e, a tavola, occorre mangiare in modo equilibrato, secondo il proprio fabbisogno, puntando su alimenti ad alto potere antiossidante e antinfiammatorio. La dieta mediterranea ne è un ottimo esempio.

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