Obesità: legame tra fame, memoria e apprendimento

Obesità: legame tra fame, memoria e apprendimento

C'è un legame tra obesità, apprendimento e strategie per soddisfare il senso della fame: è una sostanza prodotta dalle cellule adipose e si chiama leptina

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    Legame tra obesità e memoria

    C’è un legame tra i chili di troppo e la memoria e apprendimento: lo sostengono i ricercatori dell’università della Pennsylvania, negli Stati Uniti. Questo legame è costituito da una sostanza, la leptina, un ormone che viene prodotto dalle cellule del grasso e che sarebbe in grado di attivare l’ippocampo, l’area del cervello preposta al controllo della memoria e dell’apprendimento.

    Non è tutto: agendo sull’ippocampo, la leptina si sarebbe dimostrata in grado di regolare anche la sensazione della fame. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione studiando gli effetti della sostanza sui topi: hanno, infatti, somministrato l’ormone a un gruppo di ratti, rilevando come, di conseguenza, i roditori consumassero meno cibo e perdessero peso.

    In sostanza, quando le riserve di grasso sono abbondanti, la leptina va a stimolare l’ippocampo per distogliere il cervello dall’apprendimento di strategie per il reperimento del cibo.

    Ma come mai, in caso di obesità, il senso di fame non viene limitato? “Quando la segnalazione della leptina è compromessa, cosa che accade comunemente nelle persone obese, i processi cognitivi che normalmente avrebbero aiutato a inibire o ridurre l’assunzione di cibo possono risultare compromessi” spiega Scott Kanoski, autore dello studio.

    La leptina potrebbe quindi diventare un principio attivo utile per contrastare l’obesità, ma certo serviranno ulteriori studi per poter comprendere a fondo il ruolo dei processi cognitivi nei meccanismi di assunzione di cibo e di controllo del peso corporeo. “L’alimentazione è un comportamento complesso che non sempre è guidato dalla fame o dalla necessità” ricorda Kanoski.

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